Bambini e Adolescenti in Lombardia: le raccomandazioni del Gruppo CRC

Quanti sono i bambini e gli adolescenti con disabilità in Italia e in Lombardia? Quanti i bambini con disabilità che frequentano servizi educativi per l’infanzia? Quanti hanno occasione di frequentare attività per il tempo libero o di sport. Quale l’incidenza della povertà nella disabilità dell’infanzia? Quanti in comunità?

Queste le domande poste durante la presentazione del Rapporto – I Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza in Italia. I dati regione per regione, avvenuta in data 13 giugno 2019 in Regione Lombardia.

Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC), un network attualmente composto da 96 soggetti del Terzo Settore che da tempo si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, coordinato da Save the Children Italia, ha realizzato una pubblicazione con dati disaggregati a livello regionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, che nei prossimi mesi sarà presentata in diverse regioni d’Italia.

La presentazione a Milano è stata organizzata in collaborazione con ANFAA -Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie, Associazione Antonia Vita – Carrobiolo, Associazione Bambinisenzasbarre, Associazione L’Abilità Onlus, Caritas Ambrosiana, Centro per la Salute del Bambino, Cooperativa Sociale E.D.I. Onlus, Istituto Mario Negri IRCCS, Save the Children Italia, SOS villaggi dei Bambini Onlus, SSD CREA –  Crescere Educare Agire, Terre des Hommes.

La presentazione della pubblicazione con dati disaggregati a livello regionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia ha dato l’occasione di ritornare su un punto dolente che riguarda la carenza ormai strutturale di dati che riguardano i bambini e gli adolescenti con disabilità su un piano nazionale.

I dati presenti nel Report rimandano, infatti, l’indisponibilità di dati omogenei e analitici per definire un quadro chiaro a livello nazionale e territoriale della disabilità nell’età evolutiva e dell’adolescenza che pone questioni di programmazione e pianificazione delle politiche.

Manca tra i dati, sia a livello regionale che nazionale, il numero dei bambini con disabilità nella fascia 0-6 anni. Unico riferimento presente è il dato INPS che però rende noti solo i minorenni con indennità di frequenza e/o di accompagnamento. Nessun dato rispetto alle tipologie di disabilità e nessuna cifra che permetta una fotografia della loro condizione e della possibilità di accedere a servizi (sport e attività culturali), che non siano quelli scolastici.

Il bambino e l’adolescente con disabilità, quindi, non è censito come individuo o persona con determinate caratteristiche, titolare di diritti, ma viene «contato» come titolare di pensione e di invalidità, beneficiario di un aiuto, comunque elargito dallo Stato su richiesta della famiglia.

La mancanza di dati macro e di analisi determina una scarsa programmazione e pianificazione degli interventi di welfare e quindi una impossibile valutazione delle politiche in atto.

Si è trattato di importante momento di riflessione con l’obiettivo di ottenere una maggiore ed effettiva applicazione in Italia della CRC e dei suoi Protocolli Opzionali garantendo un sistema di monitoraggio indipendente, permanente, condiviso e aggiornato, un confronto con le istituzioni e gli enti del terzo settore per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema spesso relegato all’invisibilità.

Di seguito il comunicato stampa dell’evento: CS_CRC_Lombardia-FINALE