“Bambini di vetro”. Alla scoperta del mondo dei sibling, i fratelli e le sorelle di bambini con disabilità.

Fonte: www.fondazioneariel.it

Potrebbe sembrare un riferimento alla fragilità il titolo del corso on line dedicato ai siblings organizzato da Fondazione Ariel per scoprire cosa significa essere fratelli e sorelle di un bambino con disabilità, “Bambini di vetro”. In realtà lo psicologo e psicoterapeuta Andrea Dondi, che ci ha guidato in questo approfondimento, ne parla in particolare soffermandosi sul tema della “trasparenza”, della difficoltà di essere considerati: “I fratelli e le sorelle di bambini con disabilità sono spesso “trasparenti” come il vetro, spesso non li si vede e dietro di loro si intravede sempre qualcun altro: i fratelli con disabilità. Anche se è bello pensare che questo vetro a volte è molto resistente, ricorre il tema del “non essere visti”. In particolare l’errore più frequente è immaginare che i siblings vivano l’esperienza di contatto con la disabilità allo stesso modo in cui la vivono i genitori. C’è invece una differenza sostanziale: a differenza degli adulti i fratelli e le sorelle non hanno una esperienza di vita precedente all’incontro con la disabilità; costruiscono la propria identità e quotidianità, su questa dimensione che accompagnerà tutta la loro esistenza. Essere siblings non comporta necessariamente danni o problematiche, non è di per sé una patologia, ma sicuramente comporta una esposizione costante a fattori di stress. Per questo è importante porre attenzione, per accompagnarli e sostenerli, quando è il momento, nell’affrontare questa situazione e tutte le – numerose – sfide che essa comporta, in ogni fase della vita e della crescita, fin da piccoli”.

E’ intervenuto al corso anche Diego Pelizza, un giovane fratello che ha raccontato la propria significativa esperienza, convogliata sotto forma di romanzo – non autobiografico – nel libro “Vola più alto”. “Un grido di liberazione, quasi catartico – dice – . E’ stato come togliersi un peso: l’occasione di rivelare al mondo questa condizione a modo mio. Una esigenza interiore per me stesso, prima di tutto. Mi sembrava poi che dei fratelli si fosse sempre parlato poco. Volevo provare a colmare questo vuoto perché forse per un fratello è ancora più difficile che per un genitore. E, infine, desideravo contrastare la “retorica del bambino speciale” – come la chiamo io – presente in molte narrazioni, che tendono a enfatizzare ed esaltare il legame con il fratello disabile ma talvolta fanno passare il messaggio che sia quasi una fortuna. Secondo me, non è così: è una situazione piena di lati positivi ma ci sono tanti aspetti negativi e ho cercato di essere sincero su questo. E’ normale provare rabbia, anche odio a tratti. Se si sottolineano solo i lati positivi il rischio è di ottenere l’opposto e far quasi sentire in colpa i fratelli e le sorelle che non provano questo”.

Ecco la registrazione video dell’intenso corso dedicato a conoscere il mondo dei fratelli e delle sorelle di bambini con disabilità.

La registrazione video del corso on line di organizzato sabato 13 giugno dedicato a genitori, familiari, operatori e

volontari. 

https://www.fondazioneariel.it/it/per-le-famiglie/corsi-e-seminari/bambini-di-vetro-video-del-corso-dedicato-ai-sibling-i-fratelli-e-le-sorelle-di-bambini-con-disabilita

https://youtu.be/_siESh0AWa4