Scuola: “No ad una modalità che preveda criteri prefissati per quantificare le ore di sostegno e di assistenza per gli alunni con disabilità”

Mentre la riforma del sistema di inclusione scolastica langue nei vari cassetti del ministero continuiamo ad assistere ad iniziative, anche normative, del tutto scoordinate tra di loro e che stanno determinato grande allarme tra le famiglie e confusione tra gli stessi operatori della scuola. Nello specifico ci riferiamo a quanto contenuto nella relazione illustrativa del disegno di legge di bilancio in cui il Governo annuncia che, a partire dal prossimo anno scolastico, sarà utilizzato un nuovo sistema di calcolo per attribuire le ore di sostegno.

 

A riprova di ciò viene indicato un apposito “Decreto Interministeriale MI (Ministero Istruzione) – MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze” che introdurrebbe, appunto, “a loro dire”, un sistema di razionalizzazione nell’individuazione delle ore di sostegno didattico.

 

Di fatto, altro non si farebbe se non precostituire una tabella in cui far corrispondere, a seconda del livello di “debito di funzionamento” dell’alunno con disabilità rilevato alla fine dell’anno scolastico precedente, un range di ore spettanti per il successivo anno scolastico. Il tutto, quindi, con buona pace rispetto al percorso che era stato già individuato e condiviso e che, invece, prevedeva un percorso valutativo con la piena partecipazione dell’alunno e della famiglia che fosse in grado di garantire tutti i giusti e necessari sostegni, in modo individualizzato.

 

Dalla padella alla brace”, questo è l’ulteriore commento di Anffas. Infatti al precedente inefficace sistema che vedeva, nella determinazione dei sostegni in ambito scolastico, una sorta di automatismo tra condizione sanitaria ed assegnazione del sostegno, quasi che l’alunno fosse la sua malattia, ora se ne introduce un altro, altrettanto sbagliato che crea lo stesso automatismo ancorché tra debito di funzionamento ed ore di sostegno.

 

“Basta con furbizie e scorciatoie, se si vuole veramente costruire un nuovo sistema di un inclusione scolastica. La via maestra da percorrere, senza scorciatoie e deviazioni di sorta, è quella di completare al più presto la riforma con i decreti mancanti, mettendo in atto una imponente attività formativa che accompagni, nella pratica attuazione, quanto la riforma prevede ed introduce sia in termini di innovazione che di nuove e diverse competenze. In buona sostanza occorre sancire definitivamente che occorre introdurre un sistema fortemente basato sulla corresponsabilità dei vari soggetti che a vario titolo interagiscono con gli studenti con disabilità al fine di garantirne la piena e compiuta inclusione nel mondo della scuola. L’intero processo valutativo deve vedere un ruolo centrale della famiglia che non può essere mai relegata ad un ruolo marginale o meramente destinataria di altrui decisioni”.

 

Piuttosto che tali discutibili provvedimenti, ci chiediamo il motivo per il quale il Ministero non si premuri ad emanare i decreti mancanti per completare la riforma. In particolare non si capisce che fine abbia fatto il decreto con il quale si sarebbe dovuto approvare il nuovo modello di Pei e relative linee guida per la sua corretta stesura, nonché il decreto per l’istituzione del nuovo profilo di funzionamento senza il quale non è praticabile predisporre il nuovo Pei.

Su tali atti i Ministeri competenti ci devono pure dire se intendono tenere conto delle perplessità e delle indicazioni che abbiamo espresso anche in seno all’osservatorio e che vanno in direzione esattamente opposta a quanto si prefigura nella legge di bilancio”.

 

In conclusione ed a scanso di equivoci Anffas riafferma con forza la propria forte contrarietà a qualsiasi tentativo volto a ridurre il percorso di inclusione scolastica ad un mera lotta di ore di sostegno aumentate o diminuite a seconda delle forze in campo o peggio dei ricorsi giudiziali.

 

L’inclusione scolastica non può infatti essere solo un problema di quantità, ma, prima di tutto, deve essere una questione di qualità che unitamente alle giuste motivazioni e disponendo di figure adeguatamente formate e professionalmente adeguate sia in grado di garantire ad ogni studente con disabilità di poter disporre di tutti i sostegni di cui necessita per poter trarre dal “tempo scuola” il massimo profitto possibile da spendere poi positivamente in tutti gli altri suoi contesti di vita.

 

Dobbiamo essere tutti convinti che questo si costruisce attraverso la messa in campo di un’azione coordinata e congiunta, anche con la famiglia, di azioni, strumenti e sostegni nella quantità, qualità ed intensità utile nel caso concreto a far acquisire, in condizione di pari opportunità con tutti gli altri compagni, tutte le autonomie, gli apprendimenti e le competenze possibili per preparare gli alunni ad un futuro da cittadini.

 

Per tali motivazioni Anffas richiede lo stralcio della previsione sul punto riportata nella relazione alla legge di bilancio e la convocazione urgente dell’Osservatorio per capire come poter contribuire a completare rapidamente la riforma, nel senso sopra indicato, in modo che già a partire dal prossimo anno scolastico si avvii, dopo il terribile periodo che tutti gli studenti stanno vivendo, quella che finalmente vorremmo poter definire la “buona inclusione scolastica”.