Infanzia e Disabilità: approfondimento sul dossier del Gruppo CRC

Fonte www.anffas.net 15/6/2021 È stata presentata lunedì 14 giugno u.s., da parte del Gruppo CRC (Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza cui anche Anffas aderisce) la pubblicazione del nuovo dossier “Le risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza in Italia” alla cui realizzazione anche Anffas ha collaborato.

Tale rapporto riveste, oggi più che mai, un’importanza strategica ed operativa rispetto alla recente approvazione della nuova Strategia Europea sui diritti dei minori 2021-2024, ivi compresa la Child Guarantee, sia al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) concernente l’investimento di oltre 200 miliardi per i prossimi 5 anni al fine del “riequilibrio generazionale, territoriale e di genere” e che contiene importanti voci e fondi correlati all’infanzia e all’adolescenza, anche in materia di disabilità.

Dal rapporto presentato si evince, difatti, l’esistenza di ampi divari sulle risorse investite rispetto all’infanzia e all’adolescenza, soprattutto a livello territoriale tra Nord e Sud. Ed è in tal senso che si parla di “lotteria geografica” in quanto la nascita in una data Regione determina l’opportunità di usufruire di un sistema scolastico più o meno sviluppato. Ad esempio, nelle aree più ricche è maggiormente agevolata l’azione di rete del Terzo Settore che crea sinergie con le amministrazioni locali rispetto alle aree più deprivate favorendo i diritti dei bambini.

Per comprendere quali di queste misure convergono nel novero di quanto previsto per la disabilità in  relazione all’infanzia e ai minori e supportarne la lettura, Anffas Nazionale ha deciso di segnalare di seguito le misure più significative contenute all’interno del documento per le persone con disabilità, loro familiari ed enti del Terzo Settore afferenti al mondo della disabilità in particolare inserite negli approfondimenti dedicati alla Legge di Bilancio e al PNRR.

Legge di Bilancio

“Misure di contrasto alla povertà e di rafforzamento dei servizi sociali”
In particolare, rispetto all’approfondimento sulla Legge di Bilancio, il dossier riprende i Commi 797-804 (Potenziamento dei servizi sociali) previsti nella sezione dedicata alle “Misure di contrasto alla povertà e di rafforzamento dei servizi sociali” che prevedono il riparto del Fondo povertà a una quota massima di 180 milioni di euro. “Si tratta di una previsione che avrà un impatto anche rispetto alle persone di minore età, in particolare con disabilità, in quanto consentirà di attuare un cambiamento culturale volto al passaggio da un welfare prestazionistico ad un welfare basato sulla persona e sugli effettivi contesti di vita.”

“Misure di sostegno alle famiglie con figli”
Rispetto alle “Misure di sostegno alle famiglie con figli”, ai Commi 2-7 (Fondo delega riforma fiscale e fedeltà fiscale, assegno unico) si evidenzia come “l’indicazione a sostenere maggiormente i nuclei con minori con disabilità è molto importante, nella piena compatibilità con le altre prestazioni esistenti, cioè non sia considerata in negativo per l’accesso ad altre e diverse prestazioni sociali, ai trattamenti assistenziali, e in generale ad altri benefici e prestazioni sociali previste da altre norme in favore di figli con disabilità. La misura doveva essere attuata a partire da luglio 2021, ma vista la complessità della riforma di riordino, l’assegno unico sarà corrisposto da luglio solo ai genitori disoccupati o lavoratori autonomi, finora esclusi dalle principali misure di sostegno. Da gennaio 2022, l’assegno unico dovrebbe essere esteso a tutti i genitori con figli fino a 21 anni o con disabilità, con importi modulati in base all’ISEE.” Ai Commi 365-366 delle stesse Misure (Sostegno alle madri con figli disabili), il rapporto ricorda come la Legge di Bilancio autorizza “la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023 – che costituisce al contempo limite massimo di spesa – per il riconoscimento di un contributo mensile, fino ad un massimo di 500 euro netti, in favore delle madri disoccupate o monoreddito, che fanno parte di nuclei familiari monoparentali, con figli con disabilità a carico.”

“Misure a sostegno del sistema di educazione e istruzione”
Importante, all’interno del rapporto, le “Misure a sostegno del sistema di educazione e istruzione”, dove a partire da una lettura approfondita dei Commi 960-961-962-963, si evince un aumento dell’organico scolastico attraverso lo stanziamento di 62,76 milioni per l’anno 2021, 321,34 milioni per il 2022; 699,43 per l’anno 2023; 916,36 milioni per il 2024 e il 2025; 924,03 milioni per il 2026; 956,28 milioni per l’anno 2027; 1 miliardo e 3,98 milioni per il 2028; 1 miliardo e 31,52 milioni per l’anno 2029. Si tratta di azioni mirate a sostenere l’inclusione scolastica nell’ambito della riforma in favore degli alunni con disabilità con il Decreto Legislativo 66/2017, in primis, e gli altri decreti attuati della Riforma “La Buona Scuola”. Altra importante considerazione è lo stanziamento di ulteriori 20 milioni di euro: 10 milioni per la formazione in servizio obbligatoria per i docenti curriculari che abbiano in classe alunni con disabilità sui temi dell’inclusione scolastica e sulla corresponsabilità e 10 milioni per l’acquisto e la manutenzione di attrezzature tecniche e sussidi didattici per favorire l’inclusione degli alunni con disabilità.

Per l’anno 2021, secondo quanto previsto dal Comma 514si incrementa di 70 milioni di euro il fondo ex Legge 26 maggio 2016, n. 89 per fornire contributi alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità, secondo il duplice criterio del numero degli alunni con disabilità e della percentuale di alunni rispetto agli alunni complessivamente frequentanti la scuola stessa. Ora tale Fondo ha un ammontare complessivo di 93,4 milioni di euro, riconoscendo quasi 8.000 euro per alunno.

Con il Comma 542, i fondi per il funzionamento amministrativo e per le attività didattiche delle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e coreutica (AFAM) sono incrementati di 1 milione di euro a decorrere dall’anno 2021 per le attività amministrative e didattiche (incluso un tutor accademico esperto in didattica musicale inclusiva) in favore di studenti con disabilità, studenti con invalidità civile al 66% e studenti con DSA.

“Misure per le persone con disturbo dello spettro autistico”
All’interno del rapporto è prestata inoltre attenzione alle “Misure per le persone con disturbo dello spettro autistico”: ai sensi dei Commi 455-456, il Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico – istituito con Comma 402 della Legge 208/2015 – è stato incrementato di 50 milioni di euro per l’anno 2021 prevedendo che una quota pari al 25% sia destinata all’incremento del numero delle strutture semiresidenziali e residenziali, pubbliche e private, con competenze specifiche sui disturbi dello spettro autistico, in grado di effettuare il trattamento di soggetti minori, adolescenti e adulti; il contributo per le strutture private è erogato subordinatamente al conseguimento dell’accreditamento da parte del Servizio sanitario nazionale.”

PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Ulteriore e fondamentale passaggio del dossier è l’analisi di quanto previsto dalle Misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che vede le misure per i minori con disabilità focalizzarsi principalmente sulla Missione 5, con speciale attenzione agli ambiti di intervento n. 1 (Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale) e n. 3 (Sport e inclusione sociale), e sulla Missione 6.

Missione 5 – Coesione e Inclusione

Ambito 1: Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale

Per ciò che concerne l’ambito n.1 della Missione 5, è interessante notare come vengano previsti:

a) investimenti volti al Sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell’istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti con 500 milioni. L’investimento si articola in quattro categorie di interventi (progetti), considerati livelli essenziali di assistenza sociale, tra cui i) interventi di 18-24 mesi finalizzati a sostenere le capacità genitoriali e a supportare le famiglie e i bambini in condizioni di vulnerabilità, inclusi i bambini e adolescenti con disabilità, per un totale di risorse pari a 84,6 milioni; e iv) interventi per rafforzare i servizi sociali per un valore pari a 42 milioni

b) investimenti in Percorsi di autonomia per persone con disabilità per 500 milioni. Soprattutto per i minori con una condizione di disabilità, che quindi hanno necessità di interventi verso più direzioni (non essendoci un singolo bisogno a cui rispondere: salute, povertà, ecc.) occorre che vi siano chiari progetti individuali che supportino il percorso di crescita e di sviluppo del minore, e non interventi spot, ma garantendo un coordinamento tra i vari interventi per uno sviluppo unitario del minore
Ambito 3: Sport e inclusione sociale

Nell’ambito n. 3 sono invece previsti investimenti pari a 700 milioni di euro attraverso cui sostenere, attraverso lo sport e gli enti di promozione sportiva (EPS), l’inclusione sociale e l’integrazione sociale, soprattutto nelle zone più degradate e con particolare attenzione alle persone svantaggiate.

Per ciò che concerne la Componente 3: Interventi speciali per la coesione territoriale e quindi l’importanza rivestita dagli enti non profit, il dossier di sofferma sugli “Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore” a cui sono dedicati 220 milioni di euro (50 milioni annui dal 2021 al 2024 e altri 20 nel 2025). La misura intende attivare specifiche progettualità condotte da enti del Terzo Settore (fino a 2.000) finalizzate a coinvolgere fino a 50.000 minori che versano in situazione di disagio o a rischio devianza. Il progetto, affidato all’Agenzia per la Coesione Territoriale, mediante protocolli specifici con le fondazioni già operanti nel settore, sarà attivato mediante avvisi pubblici annuali. Gli interventi per combattere la povertà educativa devono essere pensati in sinergia con gli interventi previsti nella Componente 2 (Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore), specie relativamente al supporto dei minori con disabilità e delle loro famiglie che vivono per ciò stesso condizioni di deprivazione che incidono sulla possibilità di garantire occasioni di sviluppo e crescita sia al minore con disabilità che ad altri minori della famiglia.” La possibilità di conseguire trasversalmente gli obiettivi della Componente 2 (crescita dei minori con disabilità e supporto alle famiglie) con tale parte della Componente 3 è perseguibile soprattutto con una chiara alleanza e condivisione con il Terzo Settore, il quale è già abituato a lavorare in rete tra vari ambiti con numerose organizzazioni e quindi a fornire una collaborazione anche ad interventi condivisi di coprogettazione.

Missione 6 – Salute
Rispetto alla Missione n. 6 – Salute, è importante evidenziare, per ciò che concerne la Componente 1: Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territorialeper i bambini e adolescenti con disabilità, la necessità di avere un’assistenza domiciliare riqualificata, così da evitare il doloroso fenomeno dell’istituzionalizzazione in cui l’assistenza sia pensata anche come educativa domiciliare, concorrendo così, insieme ad interventi abilitativi-riabilitativi più socio-sanitari, allo sviluppo alla piena autonomia e indipendenza della persona con disabilità. Questo anche alla luce del fatto che, come si legge nel rapporto, “in moltissimi casi vi sono persone di minore età con disabilità non collaboranti che però non godono di percorsi adeguati e specifici per eliminare attese, difficoltà nella comunicazione ed interazione con gli operatori sanitari non specificatamente preparati, determinando un enorme e disorganizzato impegno di risorse umane.”

Sulla Componente 2: Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale, il dossier ricorda l’importanza dell’Investimento 1.3 “Infrastruttura tecnologica del Ministero della Salute e analisi dei dati e modello predittivo per garantire i LEA italiani e la sorveglianza e vigilanza sanitaria”, perché venga meno un’eterogeneità dei sistemi di presa in carico da parte dei singoli territori con impossibilità di veder riconosciuti livelli essenziali omogenei ed uniformi tra i vari territori e non esigibilità dei propri diritti, data appunto la rarefazione dei vari ambiti sociale, socio-sanitario, sanitario, riabilitativo, di counseling, protesico, ecc. Tutto ciò ancora una volta segna oggi soprattutto per i minori con disabilità l’impossibilità di creare percorsi virtuosi che traguardino le varie dimensioni della vita e quindi di sviluppo personale.

Per leggere il dossier nella sua versione integrale è possibile cliccare qui

La registrazione dell’evento di lancio del dossier è inoltre disponibile sul canale Youtube di VITA al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=JMJAP-jnbiY.

RapportoCRC2021