A trent’anni dalla Convenzione ONU sui diritti dei minori

Fonte: Superando 20/11/19

Era il 20 novembre 1989, ovvero trent’anni da oggi, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC), ratificata dall’Italia nel 1991. E proprio in questi giorni il Gruppo CRC presenta “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”, con ampio spazio dedicato come sempre anche ai bambini e ragazzi con disabilità, proverbialmente definibili come “i più vulnerabili tra i vulnerabili”

Ragazzo con disabilità in carrozzinaEra esattamente il 20 novembre 1989, ovvero trent’anni da oggi, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC), entrata in vigore il 2 settembre 1990 e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la Legge 176/91.
«Trent’anni per la Convenzione – commenta a tal proposito Arianna Saulini di Save the Children Italia, coordinatrice del Gruppo CRC – sono un traguardo importante. Molto si è fatto, ma molto resta ancora da fare. È fuori di dubbio, infatti, che il rafforzamento dei fondi e degli investimenti ci racconti uno scenario che prova a cambiare, ma è altresì vero che molti sono i margini di miglioramento e di maggior efficienza della spesa. L’approvazione di importanti riforme necessita di essere portata a compimento senza ulteriori ritardi. I giovani e i più piccoli devono essere riconosciuti pienamente come risorsa, ed è per questo che oggi più che mai il ruolo del Gruppo CRC è centrale nel veicolare la visione comune di una rete di organizzazioni che con i bambini e ragazzi hanno a che fare quotidianamente. Occorre quindi continuare a lavorare per garantire un supporto alle famiglie, nel tentativo di ridurre le diversità presenti sul nostro territorio».

Il Gruppo di Lavoro per la CRC – più semplicemente Gruppo CRC – è attivo sin dalla fine del 2000, per svolgere un’azione di monitoraggio sul rispetto dei princìpi sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ratificata da oltre 190 Stati. In tal senso l’organismo redige periodicamente una serie di Rapporti, il decimo dei quali (I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia) viene diffuso pubblicamente proprio in questi giorni, in corrispondenza, come detto, del trentesimo anniversario dall’approvazione del Trattato. «Un trentennale – sottolineano dal Gruppo CRC – che è anche l’occasione per riaffermare la centralità della Convenzione nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile individuati dall’Agenda ONU 2030».
«Con questo Rapporto – aggiungono – si apre un nuovo ciclo di monitoraggio, un percorso che prevede un confronto tra il Governo, la società civile e gli esperti per migliorare l’attuazione della Convenzione nel nostro Paese».

Sono oggi un centinaio le associazioni e le organizzazioni non profit a far parte del Gruppo CRC e a coordinarle è Save the Children Italia. Tra di esse vi è anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), insieme, tra le altre, all’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), alla SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), all’Associazione L’abilità di Milano e alle Fondazioni Emanuela Zancan e Paideia.
Nei vari Rapporti prodotti, infatti, vi è ampio spazio anche per i minori con disabilità, proverbialmente definiti su queste pagine come “i più vulnerabili tra i vulnerabili”.
Nel documento di quest’anno, in particolare, vi è un intero capitolo dedicato al tema Salute, disabilità e servizi di base, un ampio focus sull’inclusione scolastica e altri riferimenti rintracciabili trasversalmente su ulteriori tematiche, tra le quali, ad esempio, l’adozione di bambini e ragazzi con disabilità o i migranti minorenni non accompagnati con disabilità.
Si legge tra l’altro nel rapporto: «Il Gruppo CRC raccomanda: 1. Al Ministero della Salute di provvedere alla raccolta di dati disaggregati sui bambini con disabilità, in particolare in età prescolare, e con disabilità intellettiva e del neuro-sviluppo; 2. Al Ministero della Salute e al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di adottare standard minimi di qualità dei servizi educativi e sanitari per la prima infanzia e per la qualificazione del personale educativo e sanitario in tema di disabilità, e in particolare per persone di età minore con disturbo dello spettro autistico».

Nei prossimi giorni sono previsti numerosi incontri di presentazione del 10° Rapporto, a partire da domani, 21 novembre, a Torino, all’interno di un’iniziativa organizzata dal Comune del capoluogo piemontese, fino al 4 dicembre a Roma, presso il Senato, alla presenza anche di Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il documento I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. A quest’altro link, invece, si può trovare un ampio testo di approfondimento sul Rapporto stesso. A questo ulteriore link, infine, vi è un elenco di tutti gli eventi celebrativi del trentennale dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, programmati in questi giorni.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: coordinamento@gruppocrc.netufficiostampa@savethechildren.org.

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L’IVA ridotta per l’acquisto di elettrodomestici: quando è possibile

Fonte: Superando 19/11/19

Una persona con grave limitazione della mobilità, attestata dall’apposito verbale di accertamento, può usufruire dell’IVA agevolata al 4% sull’acquisto di elettrodomestici (e anche mobili), per adattare l’ambiente domestico alle proprie esigenze di autosufficienza? La risposta è stata fornita dall’Agenzia delle Entrate, secondo la quale tale agevolazione va riconosciuta a tutti i beni per i quali il medico specialista attesti, sulla base di una valutazione tecnica, un collegamento funzionale tra la patologia diagnosticata e gli effetti migliorativi di quegli stessi beni e sussidi

Persona con disabilità in carrozzina che carica una lavatriceUna persona con grave limitazione della mobilità, attestata dall’apposito verbale di accertamento dell’handicap grave, ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge 104/92 può usufruire dell’IVA agevolata al 4% sull’acquisto di elettrodomestici (e anche mobili), al fine di adattare l’ambiente domestico alle proprie esigenze di autosufficienza?
La risposta a tale quesito è stata fornita dall’Agenzia delle Entrate con l’Interpello n. 422/19 del 29 ottobre scorso, in cui viene espressamente specificato che l’agevolazione in esame debba essere riconosciuta a tutti i beni per i quali il medico specialista attesti, sulla base di una valutazione tecnica, un collegamento funzionale tra la patologia diagnosticata e gli effetti migliorativi di quei beni e sussidi.
«L’istante – si legge esattamente nell’Interpello dell’Agenzia delle Entrate – potrà usufruire dell’aliquota IVA agevolata al 4% per l’acquisto di tutti i sussidi indicati nei certificati prodotti dal contribuente in allegato all’istanza, in quanto si tratta di sussidi che gli “facilitano l’autosufficienza, l’integrazione e la comunicazione interpersonale». (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione la la Rete dei CAAD dell’Emilia Romagna (Centri per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico).

In generale sulle varie agevolazioni fiscali rivolte alle persone con disabilità, suggeriamo senz’altro la consultazione della specifica sezione dedicata a questo tema, presente nel sito del Servizio HandyLex.org (a questo link).

Stop agli interventi standard, PEI su misura per ogni alunno

fonte: l Sole 24 Ore del 18.11.2019

Più attenzione agli studenti con disabilità, con nuove regole per la composizione delle commissioni che rilasceranno le certificazioni mediche e la previsione del coinvolgimento dell’intera comunità scolastica nel processo di inclusione. Una partecipazione maggiore delle famiglie nei momenti-chiave delle decisioni che saranno prese attorno all’alunno, dall’assegnazione delle diverse misure di sostegno, all’abbattimento delle barriere architettoniche.
È l’obiettivo, ambizioso e giuridicamente molto avanzato, che si pongono le norme in materia di inclusione approvate in via definitiva la scorsa estate attraverso il Dlgs 96/2019 che è andato a limare, integrare e, secondo l’intenzione del legislatore, migliorare il precedente Dlgs 66 del 2017, “figlio” della legge 107 del 2015, la cosiddetta “Buona Scuola”.

Il nuovo pacchetto.
Per il nuovo pacchetto inclusione è tempo di andare a regime: le novità introdotte in agosto sono in vigore dal 12 settembre scorso. Si apre la sfida dell’attuazione (sono allo studio dieci decreti ministeriali) che vedrà protagonista il Miur, ma che coinvolgerà anche quello della Salute, per le certificazioni. Regioni ed Enti locali, coinvolti attraverso la Conferenza Unificata, dovranno garantire una corretta attuazione su tutto il territorio delle nuove regole e una maggiore omogeneità dei servizi.

Cambiamento culturale.
Le norme del 2017 e del 2019 gettano le basi per un cambiamento culturale. L’Italia, già all’avanguardia (dal 1977 sono state abolite le classi speciali per gli alunni diversamente abili), si allinea al principio, riconosciuto dalle Nazioni Unite, secondo cui la disabilità è «in relazione al contesto». È il principio dell’accomodamento ragionevole che indica «le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati (…) per assicurare alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di eguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e libertà fondamentali».
Seguendo i principi indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità sulla redazione del Profilo di funzionamento della persona con disabilità, la legge stabilisce che, per garantire qualità di vita più elevata ai ragazzi con disabilità, bisognerà offrire loro opportunità valutate caso per caso in termini di sussidi didattici e metodologie di studio. Che non dovranno più essere definiti in modo “standard”, solo in relazione diretta al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico davvero individualizzato. Su questo principio viene costruita l’architettura della nuova inclusione scolastica. Con diversi effetti pratici.

Si parte dalla certificazione.
Tutto parte dalla certificazione della condizione di disabilità. Questa andrà sempre richiesta all’Inps, secondo la legge 104 del 1992. La certificazione serve in diversi ambiti. Nella scuola è propedeutica per poter richiedere le misure di supporto e il docente di sostegno, l’assistenza specialistica.
Con il Dlgs 66 e le sue modificazioni, viene cambiata la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità per l’inclusione scolastica. Oltre al medico legale, dovranno essere presenti un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria infantile e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Una novità che guarda alla necessità di avere nel gruppo di lavoro una figura che sia in grado di comprendere a fondo le problematiche dello studente.

L’accertamento.
L’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva per l’inclusione scolastica (che deve essere esplicitamente richiesta dalla famiglia) è necessario per poter elaborare il Profilo di funzionamento predisposto «secondo i criteri del modello bio-psico-sociale della Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (Icf) dell’Organizzazione mondiale della sanità». Considerando, cioè, la persona nella sua totalità, senza “tipizzare” le soluzioni proposte con riferimento solo agli aspetti medici.

Profilo di funzionamento.
Il Profilo di funzionamento è il documento che serve per la predisposizione del Piano educativo individualizzato (Pei). Al suo interno sono definite le misure utili (sostegno, ausili, tipi di assistenza) per l’alunno e la sua reale inclusione. È la base per poter avanzare le richieste (in ambito scolastico o anche ai fini dei servizi offerti dagli enti territoriali) che serviranno ad attuare il principio di accomodamento ragionevole sancito dall’Onu. Introducendo la prospettiva Icf dell’Organizzazione della sanità, non si guarda più alla disabilità come “menomazione”, ma all’intera persona e al suo “funzionamento” in termini positivi nel contesto.
Il Profilo viene redatto da specialisti del Sistema sanitario nazionale, con la collaborazione delle famiglie e, se possibile, insieme allo studente con disabilità, per garantirne il diritto all’autodeterminazione. È prevista la partecipazione del dirigente scolastico o di un docente specializzato sul sostegno didattico della scuola.
Una volta prodotto, il documento è trasmesso dalla famiglia alla scuola e all’Ente locale competente che predispongono, rispettivamente, il Pei (in ambito scolastico) e il Progetto individuale (per la dimensione legata ai servizi territoriali). I criteri per le nuove certificazioni e per il Profilo di funzionamento dovranno essere decisi dal ministero della Salute in raccordo con quelli dell’Istruzione, delle Politiche sociali, della Famiglia, degli Affari regionali. Per far partire a pieno regime il nuovo sistema serviranno lo sforzo di molti attori e una efficace rapidità di coordinamento.

di Alessandra Migliozzi

Assemblea dei Soci Anffas onlus di Varese – sabato 23 novembre 2019 ore 14.30 presso la Sede di Via Crispi, 4

Ai Soci Anffas Onlus di Varese

Ai membri del Collegio dei Revisori dei Conti

 Ai Probiviri

Oggetto: Convocazione assemblea dei soci.

 Ai sensi dell’art. 8 e successivo art. 10 del vigente Statuto, il Consiglio Direttivo Anffas onlus di Varese convoca l’ASSEMBLEA ORDINARIA dei Soci all’Ordine del Giorno nel giorno giovedì 21 novembre 2019 alle ore 23.00 in prima convocazione e in SECONDA CONVOCAZIONE il giorno

23 novembre 2019 alle ore 14.30

presso la sede dell’Associazione in Via Crispi, 4 – Varese (0332-326574), con il seguente ordine del giorno:

  • Deliberazione Quota Associativa per l’anno 2020 (art. 10 comma 4 dello statuto);
  • Presentazione e relativa approvazione della Relazione Programmatica per l’anno 2020;
  • Presentazione e relativa approvazione del Bilancio Preventivo per l’anno 2020;
  • Aggiornamenti del Presidente e del CdA di Fondazione R. Piatti onlus sull’attività;
  • Varie ed eventuali.

Si ricorda che ai sensi dell’Art. 8 del vigente Statuto Associativo, sono ammessi al voto solo i soci in regola con il pagamento della Quota Associativa. Per i ritardatari sarà comunque possibile formalizzare la propria adesione all’Associazione all’atto della registrazione all’Assemblea. Qualora foste impossibilitati a prendere parte, siete invitati a delegare altro socio (Art. 9) -. Ogni socio non potrà intervenire all’Assemblea con più di due deleghe.

Convocazione Assemblea Soci Anffas onlus di Varese 23-11-19

 

Scuola:Cosa prevede il nuovo decreto inclusione? Analisi del testo – Articoli 9-10

Fonte Disabili.com

Il nuovo decreto inclusione integra e corregge il precedente. I due testi a confronto per comprendere i reali cambiamenti

Da diverse settimane ci stiamo occupando del D. Lgs. n. 96/19, contenente disposizioni integrative e correttive al D. Lgs. n. 66/17, dedicato alla promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. In attesa dei decreti attuativi che renderanno molte delle disposizioni in esso contenute concretamente in atto, abbiamo avviato un confronto puntuale tra i due testi, al fine di agevolarne la lettura evidenziando le integrazioni ed i correttivi del nuovo testo che modificano il precedente. Pertanto, dopo l’analisi degli articoli 1-3, dell’articolo 4 , degli articoli 5-7 e dell’art. 8 , proseguiamo con l’esame degli articoli 9-10.

Le modifiche contenute nell’art. 9 si riferiscono all’art. 10 del vecchio decreto. Le modifiche contenuti nell’art. 10 si riferiscono all’art. 12 del vecchio decreto (se ne desume che l’art. 11 non sia stato oggetto di modifiche). Le parole o le frasi che vengono sostituite saranno evidenziate in grassetto; quelle che vengono aggiunte saranno evidenziate in rosso.

ESAME DEGLI ARTICOLI 9-10

grassetto: parole o frasi sostituite
rosso: parole o frasi aggiunte

Decreto Legislativo n. 96/19 Decreto Legislativo n. 66/17
Art. 9
Modificazioni all’articolo 10
del D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 66
1. L’articolo 10 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66 è sostituito dal seguente:
«Art. 10 (Individuazione e assegnazione delle misure di sostegno).
1. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 15, commi 4 e 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, il dirigente scolastico, sulla base del PEI di ciascun alunno, raccolte le osservazioni e i pareri del GLI, sentito il GIT, tenendo conto delle risorse didattiche, strumentali, strutturali presenti   nella scuola,   nonché della presenza di altre misure di sostegno,   al fine di   realizzare un ambiente di apprendimento favorevole allo   sviluppo dell’autonomia delle bambine e dei bambini, delle alunne   e degli alunni,   delle
studentesse e degli studenti con accertata condizione di disabilità in età evolutiva ai fini   dell’inclusione   scolastica, invia all’ufficio scolastico regionale la richiesta complessiva dei posti di sostegno.
2. L’ufficio scolastico regionale assegna le risorse nell’ambito di quelle dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno.
3. Il dirigente scolastico, in tempo utile per l’ordinario avvio dell’anno scolastico, trasmette, sulla base dei PEI, di   cui all’articolo 7, comma 2, la richiesta complessiva delle misure di
sostegno ulteriori rispetto a quelle didattiche agli enti preposti, i quali, relativamente all’assegnazione di dette misure, attribuiscono
le risorse complessive secondo le modalità attuative e gli standard qualitativi previsti nell’accordo di cui all’articolo 3, comma 5-bis.».
Art. 10
Richiesta e assegnazione delle risorse per il sostegno didattico
1. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 15, commi 4 e 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come sostituito dal presente decreto:
   a) il dirigente scolastico, sentito il GLI e sulla base dei singoli PEI, propone al GIT la quantificazione dell’organico relativo ai posti di sostegno, diviso per ciascun grado di istruzione, inclusa la scuola dell’infanzia;
   b) il GIT, in qualità di organo tecnico, sulla base del Piano per l’inclusione, dei Profili di funzionamento, dei Piani educativi individualizzati, dei Progetti individuali ove esistenti, trasmessi dai singoli dirigenti scolastici, nonché sentiti questi ultimi in relazione ad ogni bambina o bambino, alunna o alunno, studentessa o studente con disabilità certificata, verifica la quantificazione delle risorse di sostegno didattico effettuata da ciascuna scuola e formula una proposta all’USR;
   c) l’USR assegna le risorse nell’ambito di quelle dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno.
«Art. 10 (Individuazione e assegnazione delle misure di sostegno).
-1. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 15, commi 4 e 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, il dirigente scolastico, sulla base del PEI di ciascun alunno, raccolte le osservazioni e i pareri del GLI, sentito il GIT, tenendo conto delle risorse didattiche, strumentali, strutturali presenti nella   scuola,   nonché della presenza di altre misure di sostegno, al   fine di realizzare   un ambiente di apprendimento   favorevole allo sviluppo   dell’autonomia delle bambine e dei bambini, delle   alunne e degli   alunni, delle
studentesse e degli studenti con accertata condizione di disabilità in età evolutiva ai fini   dell’inclusione   scolastica, invia all’ufficio scolastico regionale la richiesta complessiva dei posti di sostegno.
2. L’ufficio scolastico regionale assegna le risorse nell’ambito di quelle dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno.
3. Il dirigente scolastico, in tempo utile per l’ordinario avvio dell’anno scolastico, trasmette, sulla base dei PEI, di   cui all’articolo 7, comma 2, la richiesta complessiva delle misure di
sostegno ulteriori rispetto a quelle didattiche agli enti preposti, i quali, relativamente all’assegnazione di dette misure, attribuiscono
le risorse complessive secondo le modalità attuative e gli standard qualitativi previsti nell’accordo di cui all’articolo 3, comma
5-bis.».
Decreto Legislativo n. 96/19 Decreto Legislativo n. 66/17
Art. 11
Sezioni per il sostegno didattico
1. Nell’ambito dei ruoli di cui all’articolo 1, comma 66, della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono istituite, per ciascun grado di istruzione, inclusa la scuola dell’infanzia, le sezioni dei docenti per il sostegno didattico.
Decreto Legislativo n. 96/19 Decreto Legislativo n. 66/17
Art. 10
Modificazioni all’articolo 12
del D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 66
1. All’articolo 12 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole «disabilità   certificata» sono sostituite dalle seguenti: «accertata condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica»;
b) al comma 5:
1) le parole «dell’articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127» sono sostituite dalle seguenti: «dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione»;
2) dopo le parole «del corso di» sono inserite le seguenti: «laurea   in     scienze   della   formazione   primaria, anche   con l’integrazione, in tutto o in parte, dei CFU di cui al comma 3, i piani di studio, le modalità attuative e quelle organizzative del corso di».
Art. 12
Corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria
1. La specializzazione per le attività di sostegno didattico alle bambine e ai bambini, alle alunne e agli alunni con disabilità certificata (accertata condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica) nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria si consegue attraverso il corso di specializzazione di cui al comma 2.
2. Il corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica:
a) è annuale e prevede l’acquisizione di 60 crediti formativi universitari, comprensivi di almeno 300 ore di tirocinio, pari a 12 crediti formativi universitari;
b) è attivato presso le università autorizzate dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nelle quali sono attivi i corsi di laurea a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria;
c) è programmato   a     livello   nazionale   dal     Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca in ragione delle esigenze e del fabbisogno del sistema nazionale di istruzione e formazione;
d) ai fini dell’accesso richiede il superamento di una prova predisposta dalle università.
3. Accedono al corso esclusivamente gli aspiranti in possesso della laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria che abbiano conseguito ulteriori 60 crediti formativi universitari relativi alle didattiche dell’inclusione oltre a quelli già previsti nel corso di laurea. Ai fini del conseguimento dei predetti 60 CFU, possono essere riconosciuti i   crediti   formativi     universitari eventualmente conseguiti dai predetti   laureati     magistrali   in relazione ad insegnamenti nonché a crediti formativi universitari ottenuti in sede di svolgimento del tirocinio e di discussione di tesi attinenti al sostegno e all’inclusione.
4. La positiva conclusione del corso di cui al comma 2 è titolo per l’insegnamento sui posti di sostegno della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.
5. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 (dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione) sono definiti i piani di studio, le Modalità attuative   e     quelle   organizzative   del     corso   di laurea   in   scienze     della   formazione   primaria, anche   con l’integrazione, in tutto o in parte, dei CFU di cui al comma 3, i piani di studio, le modalità attuative e quelle organizzative del corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica,   nonché i crediti formativi   necessari     per   l’accesso   al     medesimo   corso   di specializzazione.

Nelle prossime settimane proseguiremo con l’esame degli articoli successivi.

APPROFONDIMENTI

Analisi del decreto inclusione

In Disabili.com

Nuovo decreto inclusione