Vacanze invernali disabili: tutto quello che c’è da sapere

Fonte; www.disabili.com 11/12/2019 Tanti suggerimenti e consigli per una vacanza sulla neve accessibile

Vacanze di Natale, Settimana bianca, Vacanze invernali, sono tutti sinonimi che fanno pensare a distese di neve candida, paesaggi mozzafiato e cioccolate calde fumanti.  Per dare qualche info pratica e qualche suggerimento su come e dove trascorrere qualche giorno di vacanza sulla neve (ma no solo), abbiamo raccolto un po’ di proposte accessibili a riguardo tra rifugi, passeggiate, associazioni sportive e attività sulla neve: non dovrete fare altro che decidere in fretta e partire.

TRENTINO
Il Trentino è anche una regione che pone un occhio di riguardo al turismo accessibile. Che scegliate di sciare in Folgaria con la scuola di sci Scie di Passione, o che decidiate di affiancarvi all’associazione sportiva onlus SportAbili che organizza a Predazzo corsi di sci per tutte le disabilità poco importa: troverete corsi dedicati a persone con disabilità, che si adattano alle esigenze di tutti.
Inoltre, molto utile è il sito Trentinopertutti per scoprire tutti i progetti di turismo accessibile presenti nella regione.

VENETO
Sono tutti insegnanti professionisti quelli che tengono i corsi disciplinari per BrainPower – Ski Center, in Veneto. L’associazione organizza lezioni e corsi di sci per persone che abbiano subito un’amputazione, persone paraplegiche, non vedenti e con disabilità cognitivo-relazionali, secondo vari livelli (da principiante ad agonistico). I corsi sono dei più svariati ed è difficile scegliere in quale disciplina cimentarsi. Perchè non provarle tutte allora? Qui la lista completa.

PIEMONTE
Sestiere, una delle località turistiche invernali più rinomate delle Alpi piemontesi, ha delle bianche vallate fanno venire voglia di provare sport invernali estremi come lo snowboard: anche i neofiti potranno cimentarsi con la tavola, grazie alla associazione SciAbile onlus che fornisce in maniera totalmente gratuita e professionale corsi di sci e di snowboard per persone con disabilità. In questi anni di attività i maestri di SciAbile hanno insegnato lo sport a persone con patologie dello spettro autistico, patologie genetiche, patologie sensoriali e patologie motorie, regalando esperienze uniche.

EMILIA ROMAGNA
Cimone (siamo in Emilia Romagna operano varie realtà che propongono attività sulla neve per persone disabili. Tra queste Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi che offre servizi dedicati a persone con disabilità motoria, cognitiva, sensoriale e Sci Club Paralimpic Fanano che ogni anno organizza una settimana di avviamento agli sport invernali per persone con disabilità di tutte le età: un modo per conoscere nuove realtà sportive e cimentarsi in nuove sfide personali.

TOSCANA
Gli impianti sciistici della Toscana stanno diventando sempre più accessibili e tra questi spiccano quelli presenti sul comprensorio dell’Abetone in provincia di Pistoia che hanno eliminato gran parte delle barriere di accesso, dai parcheggi alla seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico.
Oltre a questo, sono stati acquistati 8 attrezzi monoski e dualski con i quali partecipare ai corsi specifici come quelli della Scuola Italiana Sci Val di Luce che vanta la presenza di maestri abilitati all’insegnamento delle discipline dello sci alle persone con disabilità.

ABRUZZO
Le vette del centro Italia hanno poco da invidiare a quelle del nord, tra le più belle ricordiamo il comprensorio dell’Alto Sangro in cui si trova il comune di Roccaraso (AQ).
In queste zone è nata l’associazione non profit, l’A.S.H.A, Associazione Sci Handicap Abruzzo, che propone attività sportive, d’integrazione sociale e riabilitative rivolte ai soci e a soggetti con handicap fisico, attraverso la pratica dello sci alpino. Il calendario di attività è ricco e potete trovarlo qui.

TOUR SCUOLA DI SCI
Anche quest’anno non mancano le date del tour itinerante di Freeriders Sport Event, che propone corsi di sci in giro per l’Italia per persone con disabilità utilizzando monosci, dualski, tandem skiQui tutte le date in programma.

PERCORSI E RIFUGI ACCESSIBILI
Ma montagna innevata non significa per forza sfrecciare a tutta velocità: passeggiare in silenzio, respirando aria fresca e pulita può essere un modo ideale di staccare dalla routine quotidiana e vivere un momento di relax. Per gli amanti di questo genere di vacanza abbiamo raccolto alcune delle passeggiate caratteristiche delle regioni italiane qui.
Segnaliamo anche il progetto Montagna4all, con una rete di nove rifugi privi di barriere architettoniche, dotati di bagno accessibile e sedia a rotelle. Potrete gustare tanti piatti tipici o rilassarvi guardando il paesaggio fuori dalla finestra, immersi in un’atmosfera calda e accogliente.

Per conoscere tutte le proposte di vacanze accessibili invernali, visitate lo speciale 

Che fine ha fatto l’aggiornamento del Nomenclatore Tariffario di ausili e protesi per persone disabili?

Fote: www.disabili.com 10/12/2019 L’aggiornamento dell’elenco di ausili e protesi erogati dal SSN è in ritardo di due anni. E le persone con disabilità aspettano

Il 3 dicembre si è celebrata la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, come previsto dal programma di azione mondiale per le persone disabili, istituito nel 1981 dall’Assemblea generale dell’ONU. In quella giornata abbiamo sentito uno snocciolare di dati e numeri, alcune dichiarazioni di vicinanzaimpegni politici a fare qualcosa di più. Nel frattempo, i cittadini italiani con disabilità fanno i conti, tra le altre cose, con un ritardo che pesa quotidianamente sulla loro vita di persone che necessitano di ausili per poter svolgere – o migliorare –  le loro attività di tutti i giorni.

Ci riferiamo al ritardo che riguarda il Nomenclatore Tariffario: l’elenco di ausili e protesi che il Sistema Sanitario Nazionale eroga alle persone invalide che ne abbiano bisogno: parliamo di sedie a rotelle, deambulatori, protesi, sollevatori e tutto ciò che è necessario alla vita di una persona con limitazioni.

Ebbene, dopo ben 18 anni di attesa (il Nomenclatore era “fermo” dal 1999, ndr), nel 2017 la situazione sembrava essersi sbloccatadue anni fa, infatti, sono stati aggiornati i LEA (Livelli essenziali di Assistenza) e il Nomenclatore contenuto, tuttavia, dichiara Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, “questi servizi risultano erogati in modo non corretto: poiché l’acquisizione risulta spesso non conforme alla richiesta effettuata sulla base di disabilità specifica e vi è una forte disparità di trattamento fra le diverse patologie, in violazione del principio di uguaglianza“.
Il Ministero non ha effettuato la revisione dell’atto che nel 2017 aggiorna LEA e Nomenclatore ausili e protesi in cui non si tiene conto delle esigenze individuali delle diverse disabilità e di conseguenza regioni e presidi, che non possono procedere in modo corretto. La legge – continua Gallo –  prevede un aggiornamento annuale di LEA e Nomenclatore ausili e protesi, e sono trascorsi già due anni dall’ultima revisione, chiediamo al Ministro Roberto Speranza, quanto tempo ancora dovranno attendere i disabili per vedere riconosciute richieste che chi è in uno stato di fragilità non può più vedere senza risposte? ”

A testimonianza della gravità della situazione, la nuova diffida che l’Associazione Luca Coscioni ha presentato nei confronti della Regione Basilicata, a seguito delle segnalazioni di persone con disabilità che non riescono ad accedere ad ausili di cui hanno bisogno come ad esempio le carrozzine con unità posturale. Diffida già effettuata in passato, alla stessa e tutte le regioni perché stavano per indire bandi di gare non nella piena osservanza di legge. L’Associazione, grazie all’azione dei suoi legali riuscì a bloccare tali procedure errate, ma dopo due anni la situazione è peggiorata, dichiara l’associazione.

Ma non è solo sul mancato accesso ai corretti ausili che l’Associazione Coscioni chiede risposte, politiche ed interventi  per le persone con disabilità. Cinque sono le richieste che rivolge direttamente alla politica, una serie di punti già state anticipati anche al Presidente Giuseppe Conte:

1. Realizzare la piena attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, garantendo l’ applicazione dei PIANI DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE su tutto il territorio con inclusione dell’eliminazione di barriere architettoniche anche per gli esercenti attività commerciale privata.

2.  Istituire l‘OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA CONDIZIONE DELLE PERSONE CON DISABILITA’, nelle modalità esattamente previste dalla Convenzione ONU non secondo le modalità attuali

3. Procedere affinché le tipologie di ausili contenuti nel NOMENCLATORE TARIFFARIO, destinate ai bisogni più delicati e complessi, non siano acquistate e fornite per mezzo di gare d’appalto nelle modalità previsto dalla nuova normativa che non tiene conto delle diverse disabilità.

4. istituire un Comitato “super partes” sui LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA che non sia composto da rappresentanti delle Regioni

5. Sollecitare provvedimenti per la piena equivalenza in ogni sede della FIRMA DIGITALE alla firma autografa.

Potrebbe interessarti anche:

Recensioni ausili disabili

Viaggiare in aereo in carrozzina: un percorso a ostacoli (ma c’è chi dice NO)

Fonte: www.disabili.com 9/12/19 La travel blogger Giulia Lamarca: “Ad oggi viaggiare per una persona con disabilità è un casino, richiede forza di volontà, motivazione e determinazione

Siamo una civiltà in grado di volare, andare sulla Luna, esplorare pianeti, fare passeggiate sullo spazio, eppure ancora oggi viaggiare in aereo per una persona in sedia a rotelle è spesso più complicato di una missione spaziale. Lo sanno bene i turisti con disabilità che spesso ci segnalano disservizi dovuti a svariati motivi: dalle carenze sul fronte assistenza in aeroporto o in aereo, alla perdita della carrozzina, alle lungaggini per prenotare un volo o salire a bordo, alle difficoltà di trasportare ausili necessari.

LA DENUNCIA DI GIULIA
Stante questa situazione, si è fatta portavoce di una campagna di sensibilizzazione Giulia Lamarca, travel blogger e attivista in carrozzina (abbiamo parlato di lei qui). Ventisettenne, psicologa, Giulia viaggia da sempre e il suo amore per la scoperta di nuove terre e nuove culture è cresciuta ancora di più in seguito all’incidente che le ha cambiato la vita ormai diversi anni fa. Nonostante la paraplegia incompleta a causa della quale usa la carrozzina, Giulia ha visitato i cinque continenti e ha purtroppo avuto modo di sperimentare numerose vicissitudini dovute al suo essere una viaggiatrice con disabilità: per questo ha deciso di portare alla luce le difficoltà che incontra ancora dopo 8 anni di spostamenti in aereo.

giulia lamarca fiume

VIAGGIARE CON UNA DISABILITÀ
Io credo nei viaggi, per me i viaggi sono la mia libertà, il mio esprimermi come persona. Ad oggi viaggiare per una persona con disabilità è un casino, richiede forza di volontà, motivazione e determinazione. È cosi che Giulia inizia il suo discorso su IGTV (qui il video completo). Parla di sé ma è come se parlasse per chiunque si sia trovato nella sua stessa situazione.
Una sorta di rito che si ripete frequentemente, quasi ad ogni viaggio: cerca di organizzare nei minimi dettagli la vacanza per evitare spiacevoli e fastidiosi inconvenienti ma si ritrova sempre a dover fronteggiare la violazione dei suoi diritti o a ricevere trattamenti superficiali.

I DISSERVIZI
La poca attenzione alla sua carrozzina è un esempio. Racconta Giulia: considerata un bagaglio speciale, molto spesso la sedia a rotelle è caricata in stiva senza alcuna cura, andando incontro a possibili danni che non solo limiterebbero la sua vacanza, ma la impedirebbero del tutto. È lei stessa ad affermarlo quando si vede costretta a sottolineare al personale di servizio il costo dell’ausilio e l’importanza fondamentale che questo ha per lei. Deve puntare sulla seccatura del risarcimento che le compagnie aeree si vedranno costrette ad affrontare.
Ma viaggiare in carrozzina non è solo questo: può essere anche dover accettare a pratiche umilianti. Lo racconta sempre Giulia: un episodio nel quale ha dovuto praticarsi un autocateterismo in un angolo dell’aereo perchè i bagni non sono accessibili per lei in quota. Tuttavia, non è questo che sembrava preoccupare gli assistenti di volo: ciò che li allarmava era che gli altri passeggeri potessero rimanere sconcertati della pratica, che la possibile nudità di Giulia potesse in qualche modo turbarli.

LE LEGGI NON SONO SUFFICIENTI
Giulia stessa ricorda che il problema non sono tanto le norme, i regolamenti e le convenzioni a tutela del diritto a viaggiare per le persone con disabilità, che pure non mancano: è  la loro reale applicazione a rendere complesso il viaggio di una persona con disabilità. Che sia personale aeroportuale o di bordo poco formato, che siano intere compagnie aeree che non rispettano le esigenze dei viaggiatori con disabilità non fa  differenza, afferma Giulia: i passeggeri con disabilità spesso non sono trattati come persone, anzi, sono percepiti come un problema. L’individuo passa in secondo piano ed emerge la sua condizione di disabilità. Un disagio da risolvere, e anche in fretta, secondo Giulia.

PROPOSTA DI STANDARD QUALITATIVI
Per migliorare lo stato delle cose, a seguito delle sue disavventure, Giulia si propone di offrire la sua esperienza di persona con disabilità e viaggiatrice per migliorare le pratiche di assistenza ai viaggiatori con disabilità motorie e sensoriali, interpellando e collaborando con le compagnie aeree, stilando degli standard che ogni aeroporto e ogni compagnia aerea dovrà soddisfare anche in seguito a formazioni specializzate per il personale a terra e per l’equipaggio a bordo, arrivando a migliorare l’intera esperienza del viaggio in aereo. Ogni processo, infatti, è strettamente collegato ad un altro e ognuno di questi ha criticità che vanno appianate: dall’acquisto del biglietto fino all’uscita dell’aeroporto di destinazione, passano per l’assistenza a terra e quella in volo.
Per spingere questo progetto, Giulia ha lanciato la petizione online #dirittoalvolo rivolgendosi in particolare alle due principali gruppi di compagnie aeree, Sky Team e Star Alliance, che fanno volare milioni di persone ogni anno, per progettare insieme delle best practices davvero inclusive pensate per tutti i passeggeri con esigenze speciali e non.
Lo scopo della petizione è trovare una soluzione per garantire a tutti i il diritto di viaggiare.
Chi volesse sostenere il progetto di Giulia, può firmare la petizione online su Change.org

Potrebbe interessarti anche:

Città e capitali accessibili

Negato l’imbarco aereo a due ragazze disabili, ma l’aeroporto rigetta l’accusa di discriminazione

Domanda invalidità civile, cecità, sordità: nuove procedure INPS per semplificare l’iter

Fonte: www.disabili.com 11/12/2019 Al momento dell’invio della domanda di invalidità civile, cecità o sordità, si potranno anticipare anche altre informazioni per velocizzare l’erogazione dei benefici

Per velocizzare le procedure di domanda invalidità civile  per ottenere le prestazioni correlate, l’INPS ha annunciato nel suo messaggio n.4601 del 10 dicembre 2019 una semplificazione che interessa i cittadini tra i 18 e i 67 anni che presentano domanda di invalidità civile, di cecità o di sordità.

L’obiettivo è ridurre i tempi di erogazione del beneficio , grazie alla possibilità di anticipare al momento della presentazione della domanda di invalidità civile, l’invio delle informazioni di tipo socio-economico contenute nel modello AP70, che di norma sono trasmesse soltanto una volta terminata la fase sanitaria.

In questo modo l’INPS applica anche alla fascia 18-67 anni di richiedenti le stesse semplificazioni che erano state introdotte a inizio anno per gli invalidi over 65, consentendo di inviare già al momento della domanda, e senza attendere l’esito positivo della fase sanitaria, le informazioni riguardanti indicazione delle modalità di pagamento, eventuali ricoveri, delega alla riscossione di un terzo o in favore delle associazioni.

Dal 10 dicembre 2019, quindi, per consentire l’invio anticipato delle informazioni, sono state modificate le procedure di acquisizione online delle domande di invalidità civile, ma in questa prima fase tali modifiche riguardano le sole domande trasmesse online dai Patronati.

COME FUNZIONA LA NUOVA PROCEDURA
1. Il primo requisito da verificare è quello anagrafico: la procedura di acquisizione online a disposizione dei Patronati verifica quindi automaticamente, tramite accesso agli archivi anagrafici a disposizione dell’Istituto, la sussistenza di tale requisito. Per consentire la verifica, nel primo pannello della “Compilazione online delle domande”, deve essere acquisito il solo codice fiscale del richiedente.

2. Una volta verificato il requisito anagrafico, si potrà procedere con l’ acquisizione della domanda, che è suddivisa in più pannelli, alcuni dei quali dedicati all’accertamento sanitario (richiedente, rappresentante legale, recapiti, accertamento), altri funzionali alla liquidazione dell’eventuale prestazione economica, in quanto consentono di acquisire i dati dell’eventuale ricovero; quelli relativi allo svolgimento di attività lavorativa; i dati reddituali; la modalità di pagamento; la delega alla riscossione di un terzo ; la delega in favore delle associazioni .

3. Infine, si trova la sezione “Allegati” per l’inserimento di dichiarazioni di responsabilità e di altri documenti necessari in relazione alla domanda acquisita.

4. Una volta completata l’acquisizione dei dati, la domanda semplificata deve essere trasmessa all’Istituto attraverso la funzione “Invio domanda”. La sezione dedicata ai requisiti socioeconomici non può essere trasmessa se non compilata in tutti i suoi campi obbligatori.

5. I dati, così inseriti, transiteranno automaticamente, senza ulteriore intervento da parte del Patronato, in fase concessoria dopo la definizione del verbale sanitario che riconosce il diritto alla prestazione economica.

L’INPS fa sapere che in questa fase di avvio in forma sperimentale, rimangono disponibili, in alternativa, le ordinarie modalità di trasmissione del modello “AP70” dopo il completamento della fase sanitaria, qualora in fase di domanda non fossero inseriti i dati sopra descritti.

Inoltre, aggiunge l’Istituto, in alcune casistiche (soggetto ricoverato al momento della presentazione della domanda o titolare di altre prestazioni di invalidità incompatibili) sarà tuttavia necessario completare comunque il modello “AP70” dopo la definizione dell’iter sanitario, utilizzando l’attuale procedura della fase concessoria.

Per approfondire:
Il messaggio INPS n. 4601 del 10 dicembre 2019

Leggi anche:
Indennità accompagnamento: nuove modalità per domanda e requisiti

Non basta proprio un progetto di vita con generiche indicazioni

Fonte www.superando.it – Con le Sentenze n. 2782 e n. 2783, prodotte il 20 novembre scorso, la Sezione Terza del TAR della Sicilia (Sezione Staccata di Catania), ha pienamente accolto i ricorsi patrocinati dagli avvocati Ettore Nesi, Gianfranco de Robertis* e Mariapaola Giardina, tendenti all’annullamento di uno “pseudo progetto di vita” formulato dall’ASL di Siracusa. Le parti sostenevano infatti che l’ASL e il Comune si erano limitate a fornire un progetto di vita (di cui all’articolo 14 della Legge 328/00), del tutto insufficiente, contenente solo la scheda di valutazione della disabilità e alcune generiche indicazioni di carattere assistenziale.
Il TAR siciliano, dunque, ha pienamente accolto i ricorsi, con motivazioni estremamente chiare, che riportiamo integralmente nel box in calce.

«Queste due Sentenze – commenta Salvatore Nocera presidente nazionale del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e responsabile per l’Area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio sull’Integrazione Scolastica dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) – sono di enorme importanza perché chiariscono in modo esauriente quali debbano essere i contenuti del progetto di vita di cui all’articolo 14 della Legge 328/00. Non solo, sono altresì importanti perché al termine delle motivazioni il TAR stabilisce cosa Comune ed ASL debbano precisare nei contenuti del vero piano individuale che dovranno formulare di intesa con la famiglia e i diretti interessati. E va ancora precisato che, qualora Comune ed ASL non provvedano ad eseguire le Sentenze, lo stesso Gianfranco de Robertis aveva in precedenza ottenuto un’ulteriore Sentenza di ottemperanza [TAR della Sicilia, Sezione di Catania, n. 559 del 14 marzo 2019, N.d.R.] con la quale il TAR aveva nominato il Prefetto “Commissario ad Acta”, per la formulazione del completo progetto di vita in sostituzione di quelli inadempienti».

Continue reading