XVI Convegno Qualità della Vita e Disabilità 2021 – Tra metodi e desideri

Fondazione Sospiro Onlus organizza, in modalità online, nelle giornate del 13 e 14 settembre, la XIV edizione del Convegno sulla qualità della vita per le disabilità dedicato al tema “Metodi e Desideri”: un impegno costante sul terreno culturale e scientifico a favore delle disabilità.

Si segnala che in occasione del 1^ simposio del 13 settembre dal titolo “La prospettiva ABA in Italia” sarà presente, in qualità di relatore anche Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas e Membro del Comitato etico di ABAIT per presentare alcune procedure che le società scientifiche (SIACSA e ASSOTABA) e le associazioni di familiari (ANGSA e ANFFAS) hanno messo a punto per cercare di dare risposta ai problemi legati al controllo di qualità degli interventi sull’Analisi comportamentale applicata (Applied Behavior Analysis, ABA) e a chi è formato e legittimato a condurli, in base al contesto legislativo italiano relativo al welfare.

È possibile leggere il programma definitivo sul portale www.convegnonazionaledisabilita.it.

Ministero dell’istruzione, online la nuova sezione del sito dedicata al rientro a scuola

Fonte www.minori.gov.it – È online, sul sito del Ministero dell’istruzione, la sezione #IoTornoaScuola. Il nuovo spazio web, in costante aggiornamento, raccoglie i documenti e le informazioni utili per il rientro a scuola a settembre in presenza e in sicurezza.

La sezione è suddivisa in varie sottosezioni, che contengono: i documenti e le notizie ufficiali del Ministero dell’istruzione sul rientro a scuola per l’anno scolastico 2021/2022; le indicazioni sanitarie; i link alle pagine degli Uffici Scolastici Regionali con gli aggiornamenti a carattere territoriale per il rientro a scuola; le risposte alle domande più frequenti.

La nuova sezione, inoltre, riporta informazioni sull’Help Desk, servizio che raccoglie quesiti e segnalazioni sull’applicazione delle misure di sicurezza e fornisce alle istituzioni scolastiche assistenza e supporto operativo.

Per le scuole è attivo anche il servizio Help Desk Amministrativo Contabile, canale ufficiale di assistenza, consulenza e comunicazione fra il Ministero e le istituzioni scolastiche su tematiche organizzative, amministrative e contabili.

Altri materiali e notizie sono disponibili sul sito www.anffas.net alla tematica Istruzione, raggiungibile dal menù di navigazione “Temi”.

Paralimpiadi, Ministro Stefani: “Da medaglie segnale forte, guardare agli atleti e non alle disabilità”

Fonte: www.anffas.net 7/9/2021 –

Fonte www.disabilita.governo.it – “Gli Azzurri a Tokyo stanno mettendo a segno l’impresa. Da questi successi mi auguro che scaturisca un nuovo spirito e una rinnovata consapevolezza: lo sport paralimpico è sport al quadrato. È venuto il tempo di guardare agli atleti e non più alla disabilità che, proprio nello sport, si rivela come super-abilità. È venuto il tempo di parlare un solo sport Olimpico, senza distinzioni”. Lo dice il ministro per le Disabilità Erika Stefani a proposito del medagliere Azzurro a Tokyo.

Le mie congratulazioni alla Nazionale, a tutti gli atleti, e allo staff per i risultati che stanno ottenendo. Un pensiero speciale e un ringraziamento a Luca Pancalli, per quanto ha fatto in questi anni e per essere stato motore di un’autentica rivoluzione, che – oltre ad aver acceso i riflettori su questo mondo – ne ha impresso una straordinaria spinta, valorizzando l’attività di successo di tantissimi giovani. Spetta a tutti declinare nel quotidiano il grande messaggio che sta arrivando dagli Azzurri a Tokyo: mentre festeggiamo le medaglie dobbiamo ricordarci che le sfide, per il mondo delle disabilità, sono ogni giorno. In queste siamo tutti chiamati a fare la nostra parte perché, anche in questo caso, a vincere sia l’Italia“.

ISTITUITO UN TAVOLO DI CONFRONTO SU DISABILITÀ AL VIA LA COLLABORAZIONE TRA INPS – ANFFAS, ANMIC, ENS e UIC

COMUNICATO STAMPA

 ISTITUITO UN TAVOLO DI CONFRONTO SU DISABILITÀ
AL VIA LA COLLABORAZIONE TRA INPS – ANFFAS, ANMIC, ENS e UIC

Nella giornata di martedì 7 settembre u.s. Anffas, unitamente ad altre tre associazioni ANMIC, UICI ed ENS, ha firmato con l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale – Inps un protocollo (in allegato e disponibile qui) con cui è stato istituito, alla presenza del presidente dell’Istituto Pasquale Tridico, del Direttore Generale Gabriella di Michele, del Direttore della Direzione Centrale Inclusione Sociale e invalidità Maria Sciarrino, del Coordinatore Generale di Medicina Legale Raffaele Migliorini e dei vertici delle quattro associazioni di categoria, un tavolo di confronto a livello centrale sulle questioni inerenti la disabilità ed il miglioramento delle prestazioni e dei servizi sia in tema di invalidità civile, stato di handicap ai sensi della legge n. 104/1992, disabilità ai fini scolastici e lavorativi sia rispetto ad altre prestazioni assistenziali e di previdenza che impattano direttamente sulla vita delle persone con disabilità.

Attraverso l’istituzione di tale tavolo – dichiara il Presidente nazionale Anffas, Roberto Spezialenon solo sarà possibile rilevare eventuali criticità nell’andamento dell’attuale sistema accertativo, incluse le modalità di partecipazione dei medici di rappresentanza alle commissioni, ma soprattutto si vuole attivare un percorso assolutamente propositivo per il miglioramento del sistema segnalando anche buone prassi o eventuali soluzioni innovative volte a rendere più agevole e maggiormente puntuale il momento accertativo per le persone con disabilità, affinché possa essere poi utile per la predisposizione concreta dei servizi (e non solo delle provvidenze economiche) necessari per le persone che rappresentiamo.”

Il riferimento è soprattutto alle commissioni ex lege n. 104/1992 per i minori ai fini dell’inclusione scolastica che, nell’ottica della riforma sull’inclusione scolastica per gli alunni con disabilità prevista dal decreto legislativo n. 66/2017, permetteranno attraverso tale accertamento di dare indicazioni per stabilire successivamente quali barriere e facilitatori debbano essere rispettivamente eliminati ed approntati per modificare gli ambienti (incluso quello scolastico) frequentati dai minori con disabilità perché diventino inclusivi, al di là di sostegni diretti alla persona stessa.

Si apre da questo momento una nuova stagione per tutti noi – continua così il Presidente Speziale – che saremo impegnati, a livello centrale e territoriale, a rendere più incisivo e presente il nostro intervento come Anffas nel momento accertativo, ma soprattutto a portare quella specifica esperienza che abbiamo sulla disabilità intellettiva e sui disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico perché siano già posti, in tali fasi, gli elementi salienti per l’attivazione (negli altri luoghi deputati ad erogare servizi), di idonei sostegni e supporti”.

Il protocollo – conclude Spezialerichiama tutti ad un rinnovato impegno di responsabilità al servizio delle persone con disabilità di cui Anffas si prende cura e carico ormai da più di 60 anni e quindi di servizio anche verso le Istituzioni che sono deputate ad essere a loro volta al servizio delle medesime persone.

Ed è con questo spirito che, rafforzando il rapporto con le associazioni locali ed i medici Anffas rappresentanti in seno alle varie commissioni di accertamento, vogliamo collaborare ed essere da stimolo ad Inps con continuità, competenza ed eticità.”

Anffas avrà infine cura di lavorare anche rispetto alle altre prestazioni assistenziali e previdenziali messe in campo dall’Inps, affinché lo sforzo del momento accertativo iniziale non sia disperso nel momento della concreta erogazione dei servizi e delle prestazioni a favore delle persone con disabilità.

Roma, 10 settembre 2021

Area Relazioni Istituzionali, Advocacy e Comunicazione Anffas Nazionale
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Paralimpiadi. Parla il fisioterapista dell’Italia: “Così ci prendiamo cura di Bebe Vio e degli azzurri”

Fonte: www.disabili.com 7/9/2021 – Christian Lorenzini, fisioterapista di Bebe Vio e della Nazionale paralimpica di scherma, racconta la sua paralimpiade

Si è appena chiuso il sipario sulle Paralimpiadi di Tokyo 2020: una edizione fortunatissima per l’Italia, che ha fatto incetta di medaglie come mai prima d’oggi.  Negli occhi ci restano molti istanti delle meravigliose vittorie degli azzurri: la tripletta dell’atletica, l’urlo di gioia di Bebe Vio ancora oro al fioretto, i moltissimi podi del nuoto, solo per citarne alcuni.
Ma quanto lavoro, quanta fatica, allenamento, tecnica, progettazione c’è dietro ad una Paralimpiade?

Christian LorenziniNella Giornata Mondiale della Fisioterapia, l’Associazione Italiana di Fisioterapia-AIFI accende i riflettori anche sulla riabilitazione sportiva, proponendo alcune considerazioni del fisioterapista Christian Lorenzini, da 10 al servizio della fisioterapia sportiva e specializzato in riabilitazione ortopedica, che si è preso cura di Bebe Vio e degli altri azzurri alle recenti Paralimpiadi. Il professionista mette subito le mani avanti in fatto di meriti: “Parlare di me è un’esagerazione – spiega – perché io dico sempre che noi addetti ai lavori, noi dello staff sanitario, siamo un po’ l’ultima ruota del carro. Siamo quelli che si alzano prima la mattina, quelli che vanno a dormire più tardi la sera ma dire che c’è una percentuale di nostro nelle vittorie è forse un po’ esagerato”. Facciamo la nostra parte, sicuramente ci mettiamo a disposizione massima degli atleti, quindi sicuramente una piccola percentuale di merito nostro c’è, ma gli attori principali, poi, sono sempre gli atleti e il merito va fondamentalmente tutto a loro”.

Sull’incredibile recupero di Bebe Vio, sul podio dopo aver rischiato solo pochi mesi una nuova amputazione, così Lorenzini: “Bebe ha sintetizzato in maniera molto sincera quanto le è accaduto, e ritengo che questo dia ancora maggiore risalto alla sua vittoria nella gara individuale ed in quella di squadra, proprio perchè, venendo da un periodo non facilissimo, ha dovuto rincorrere il tempo per prepararsi e per affrontare questa ulteriore sfida che, fortunatamente, è riuscita a portare a compimento”. “Fondamentalmente- prosegue Lorenzini- lei si mette sempre a nudo, Bebe è ciò che vediamo, è lei e quello che rappresenta. E questa è la cosa che mi è sempre piaciuta. È una ragazza davvero molto schietta, molto sincera, le cose non le manda a dire e, a mio avviso, è un fatto estremamente positivo”.

Con Christian Lorenzini si discute inoltre delle eventuali differenze nel trattare, in qualità di fisioterapista, atleti con o senza disabilità: (…) La differenza probabilmente consiste in chi approccia alla disabilità, cioè come si vuole vedere ed interpretare la disabilità. Io, sinceramente, approccio allo stesso modo: soprattutto con gli atleti, in particolare con quelli che hanno una certa esperienza, che sanno già cosa il loro corpo possa dare. E a volte sono loro stessi che ci insegnano che la disabilità non è un limite ma una caratteristica”.
Le differenze ci sono nel trattare determinate patologie, da un determinato punto di vista o da una certa angolatura. Ma in senso stretto non trovo una differenza, perchè le problematiche che possono essere muscolo-scheletriche in senso stretto, quindi gli infortuni, sono molto simili rispetto a quelli che possono avere atleti non disabili dello stesso sport ma, allo stesso tempo, dobbiamo cercare di adattarci nell’approccio (…).

Sul fronte delle differenze nei tempi di recupero tra atleti con e senza disabilità, Lorenzini ritiene che “un atleta con disabilità, se lo guardiamo in generale, sicuramente può avere differenze oltre che nel tempo di recupero anche in quello che può fare. Atleti con disabilità o comunque con il coinvolgimento vascolare o del sistema nervoso, infatti, non possono effettuare molte terapie. Quindi probabilmente sì, una differenza c’è”. Ma un elemento importantissimo nel recupero è anche la volontà: “(…). C’è l’esempio di Bebe ma potrei citarne davvero tantissimi altri e molto spesso la caparbietà di questi atleti e la loro determinazione è un qualcosa che accelera il recupero da un infortunio per il raggiungimento di un obiettivo.

Al di là dei meriti sportivi, il socio AIFI racconta ciò che si porta dietro da questa esperienza delle Paralimpiadi di Tokyo: “sicuramente è stato un periodo molto lungo e molto faticoso, soprattutto stare lontano da casa e dalla famiglia. E allargo tutto questo agli altri colleghi, ai tecnici, agli addetti ai lavori, oltre ovviamente agli atleti stessi. Certamente, però, porto via con me molti momenti di vita vissuta, molti positivi e all’insegna della gioia ma anche di difficoltà, perchè in un periodo lungo che, ovviamente, precede un evento come una Olimpiade o una Paralimpiade, ci sono da gestire anche momenti un po’ più difficoltosi, sia dal punto di vista lavorativo che dal punto di vista morale. Mi porto via pezzi di quotidianità molto importanti, storie e situazioni che vanno oltre lo sport stesso e mi porto via moltissime emozioni proprio in campo umano”.

È indubbio che ci sia stata molta enfasi per i Giochi Olimpici di Tokyo, e forse un po’ meno attenzione per i successi delle Paralimpiadi, una cosa che gli addetti ai lavori, atleti compresi, percepiscono. Il fisioterapista di Bebe Vio e della Nazionale paralimpica di scherma afferma che “siamo partiti per il Giappone l’11 agosto e siamo stati catapultati in un mondo che ti assorbe completamente, 24 ore su 24. Probabilmente dobbiamo ancora un po’ metabolizzare alcune cose. Però, a parte le battute fatte tra quanti lavorano nel mondo olimpico e paralimpico, un po’ la differenza di considerazione, magari dal pubblico esterno, si percepisceMa vi assicuro che, proprio tra olimpico e paralimpico, c’è grandissimo scambioin particolare fra noi terapisti, medici, preparatori e tra gli stessi maestri. Può anche succedere che un maestro che si occupa di scherma olimpica vada a fare allenamenti con il paralimpico e spesso c’è moltissima sorpresa negli occhi di chi passa nel paralimpico, perchè si rende conto dell’organizzazione, della passione, della serietà e del professionismo”.