Sacrificando le persone più fragili, sacrifichiamo la dignità di tutti noi

Fonte:www.superando.it 30-3-2020

Insieme al Forum del Terzo Settore Lombardia, all’UNEBA Lombardia e all’Alleanza Cooperative Italiane-Welfare Lombardia, la Federazione LEDHA – componente lombarda della FISH – ha inviato una lettera aperta alle Istituzioni della propria Regione e a quelle Nazionali, sottoscritta da numerose altre organizzazioni, per denunciare la drammatica situazione che stanno vivendo le persone con disabilità e fragilità, soprattutto anziane, ma non solo. «Sacrificando le vite delle persone più fragili – vi si scrive tra l’altro – stiamo sacrificando anche la nostra dignità, la dignità di ognuno di noi»

Vincent Van Gogh, "Uomo anziano nel dispiacere", 1890, Museo Kröller-Müller di Otterlo, Paesi Bassi

Vincent Van Gogh, “Uomo anziano nel dispiacere”, 1890, Museo Kröller-Müller di Otterlo, Paesi Bassi

Insieme al Forum del Terzo Settore Lombardia, all’UNEBA Lombardia (Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale) e all’Alleanza Cooperative Italiane-Welfare Lombardia, la LEDHA – Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – ha inviato una lettera aperta alle Istituzioni della propria Regione e a quelle Nazionali, per denunciare la drammatica situazione che stanno vivendo le persone con disabilità e fragilità, soprattutto anziane, ma non solo.
Come sottolineano infatti tali organizzazioni, «a queste persone, una volta contratta la malattia, viene negato l’accesso ai pronto soccorso e agli ospedali, lasciandole morire nei loro letti. Muoiono nelle case o nei servizi residenziali, senza potere avere accesso a tutte le cure a cui vengono invece sottoposte le persone che riescono ad essere ricoverate. Chiediamo dunque agli enti preposti di fornire al più presto agli enti gestori delle strutture residenziali tutti i presìdi di protezione, i medici, i farmaci necessari per garantire diagnosi e cure tempestive, per permettere alle persone con disabilità di qualunque età di poter accedere, almeno in condizioni di parità rispetto al resto della popolazione, alle terapie intensive quando utile e necessario».
Qui di seguito proponiamo integralmente il testo della lettera, sottoscritta anche da numerose altre organizzazioni (se ne legga l’elenco nel box in calce) (S.B.)

«Questa volta gli innocenti non sono bambini, ma persone anziane con disabilità. Ma muoiono lo stesso, a centinaia. Tanti a casa loro, molti di più nelle residenze socio-sanitarie regionali.
Sono le persone con disabilità e fragilità, soprattutto anziane ma non solo, a cui in queste settimane è stata negata ogni forma elementare di difesa dal Covid-19 e che ora stanno pagando con la vita questa negligenza.
A queste persone, infatti, una volta contratta la malattia, viene negato l’accesso ai pronto soccorso e agli ospedali, lasciandole morire nei loro letti. Muoiono nelle case o nei servizi residenziali, senza poter avere accesso a tutte le cure cui vengono invece sottoposte le persone che riescono ad essere ricoverate. Viene attuato così, in modo silenzioso, quanto già previsto dalle “Linee Guida” degli anestesisti italiani [il riferimento è alle discusse “Raccomandazioni di etica clinica per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione, in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili”, disponibili a questo link, diffuse dalla SIAARTI- Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, N.d.R.]: di fronte alla carenza di posti letto in terapia intensiva viene data la precedenza alle persone giovani e senz’altre patologie rispetto a quelle anziane con patologie pregresse.
Le persone che li assistono, si tratti di parenti o di operatori sociosanitari, rimangono ancora sprovvisti delle mascherine e dei dispositivi di protezione necessari per evitare di contagiare e di essere contagiati. Anche nella distribuzione “pubblica” dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), infatti, sono state privilegiate, sinora, le strutture sanitarie rispetto a quelle socio-sanitarie.
Sono persone che muoiono nel silenzio: spesso non rientrano neanche nel conteggio dei “decessi per Covid-19” perché a loro è stato negato anche il diritto alla diagnosi, prima ancora che al trattamento e alla cura, come già alcuni Sindaci stanno denunciando. Persone che, si dice, “sarebbero morte lo stesso” e che invece, lo sappiamo e lo dicono anche le statistiche, se curate in modo adeguato avrebbero potuto continuare a vivere chi per uno, chi per due, chi per dieci o vent’anni.
Non vi è nulla di naturale in questa scelta crudele di sacrificare le persone più fragili, illudendosi così di salvare quelle più forti. Con le loro vite stiamo sacrificando anche la nostra dignità, la dignità di ognuno di noi. Per alcuni, per molti di loro, siamo ancora in tempo a cambiare rotta. Facciamolo!
Forniamo subito agli enti gestori tutti i presìdi di protezione, i medici, i farmaci necessari per garantire diagnosi e cure tempestive. Permettiamo alle persone con disabilità di qualunque età di poter accedere, almeno in condizioni di parità rispetto al resto della popolazione, alle terapie intensive quando utile e necessario.
Non neghiamo a nessuno la speranza e la possibilità di poter guarire e vivere».

La lettera aperta inviata alle Istituzioni della Lombardia e a quelle nazionali dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), dal Forum del Terzo Settore Lombardia, dall’UNEBA Lombardia (Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale) e dall’Alleanza Cooperative Italiane-Welfare Lombardia, è stata sottoscritta anche da:
ACLI Lombardia (Associazioni Cristiane lavoratori Italiane); AISM Lombardia (Associazione Italiana Sclerosi Multipla); Ancescao Lombardia (Associazione Nazionale Centri Sociali Comitati Anziani e Orti); ANFFAS Lombardia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale); ANTEAS Lombardia (Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà); ARCI LombardiaARLEA (Associazione Regionale Lombarda Enti di Assistenza); Associazione Banco Alimentare LombardiaAuser LombardiaCNCA Lombardia (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza); CEAL (Coordinamento Enti Accreditati e Autorizzati Lombardia); Federazione Regionale Lombarda Società San Vincenzo de’ PaoliMAC Milano (Movimento Apostolico Ciechi); MAC VareseUILDM Comitato Lombardo (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).

Dieci libri gratuiti per bambini in CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa): ecco dove scaricarli

Fonte: www.disabili.com 31-3-2020 Fino al 27 aprile disponibili gratuitamente dieci titoli digitali nei simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), pensati per favorire la lettura di tutti i bambini, compresi quelli con disabilità

La solidarietà in questi giorni di emergenza Coronavirus si fa forte e agisce su più fronti, con iniziative le più svariate a supporto anche della cultura.
Segnaliamo l’iniziativa dei gruppi editoriali DeA Planeta Libri, GeMS (Gruppo editoriale Mauri Spagnol), Giunti Editore, le case editrici del Gruppo Mondadori e la Fondazione Paideia – che partecipano al progetto per l’inclusione I libri per tutti, lanciato un anno fa grazie alla tecnologia sviluppata da PubCoder – i quali hanno deciso di mettere a disposizione gratuitamente le pubblicazioni digitali interattive nei simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA). La rete, che nasce per favorire una lettura accessibile a tutti i bambini, consente di accedere via internet, liberamente da qualunque luogo, ai suoi libri digitali interattivi accessibili

I LIBRI IN SIMBOLI
I libri in simboli in versione digitale sono uno strumento che offre strategie comunicative personalizzate e modalità interattive di fruizione della lettura che possono potenziare l’accesso alla comunicazione non solo di bambini e ragazzi con disabilità e bisogni comunicativi complessi, ma anche di persone straniere e soggetti con fragilità di comunicazione di tutte le età.

I TITOLI DISPONIBILI
Questi i titoli dei libri disponibili gratuitamente:

  •   Amici nel mare (Il Battello a Vapore) – Piemme
  •   Brucoverde – La Coccinella
  •   I tre porcellini – De Agostini
  •   Il gatto con gli stivali – De Agostini
  •   La bella addormentata – De Agostini
  •   Stella stellina la notte si avvicina… – La Coccinella
  •   Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza – Guanda
  •   Tea. Perché devi lavorare? – Giunti
  •   Tea. E se non ci riesco? – Giunti
  •   Tea. Perchè il buio è così nero? – Giunti

COME SCARICARE I LIBRI
Per accedere ai titoli bisogna installare l’applicazione “I libri per tutti” disponibile gratuitamente su Apple Store e Google Play Store: da lì sarà possibile scaricare qualsiasi titolo che appaia nella libreria virtuale. I libri saranno disponibili gratuitamente a partire dal 30 marzo fino al 27 aprile. Dalla data successiva saranno nuovamente in vendita a un prezzo promozionale di €4.99, come ulteriore facilitazione per l’accesso alla lettura di tutti i bambini.

Per info sul progetto
www.ilibripertutti.it

Congedi parentali e figli con disabilità: chi ne ha diritto e come fare domanda

Fonte: www.disabili.com 30-3-2020

Attenzione: non è ammessa la modalità di accesso semplificata al portale INPS

La Circolare n. 45 dell’INPS, di cui abbiamo già parlato in riferimento all’estensione dei giorni di permesso relativi alla Legge 104, fa chiarezza anche sul comma 5 dell’Art. 23 del Decreto Legge Cura Italia (n. 18/2020) che prevede per i genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’Art. 4, comma 1, della Legge 104, iscritti a scuole di ogni ordine grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, la possibilità di fruire del congedo COVID-19 indennizzato anche oltre il limite di 12 anni di età previsto dai commi 1 e 3 dell’Art. 23 del DL.

La suddetta misura – precisa innanzitutto il Decreto – è stata introdotta, oltre che per i lavoratori dipendenti, anche in favore dei genitori iscritti alla Gestione separata di cui all’Art. 2, comma 26, della Legge n. 335/1995 e dei genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS.

Si tratta quindi, è bene sottolineare, di un congedo che non ha nulla a che vedere con il prolungamento del congedo parentale straordinario previsto dall’Art. 33 del D.lgs n. 151/2001  con un’indennità pari al 30% della retribuzione.

TIPOLOGIE DI LAVORATORI
Nel caso di questo congedo “particolare”, legato all’emergenza Coronavirus, i periodi fruiti sono coperti da contribuzione figurativa e l’indennità è calcolata nella misura e secondo le modalità previste per le singole categorie lavorative di appartenenza.

Per i lavoratori dipendenti del settore privato viene riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione e il computo delle giornate e il pagamento dell’indennità avvengono con le stesse modalità previste per il pagamento del congedo parentale. La frazionabilità del periodo è consentita solo a giornate intere e non in modalità oraria.

Per i lavoratori del settore pubblico le modalità di fruizione del congedo, nonché le relative indennità, sono a cura dell’Amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro. Pertanto, tale categoria di lavoratori non deve presentare la domanda di congedo COVID-19 all’INPS, ma alla propria Amministrazione pubblica, secondo le indicazioni dalla stessa fornite.

Invece, ai genitori iscritti alla Gestione separata l’indennità riconosciuta è pari al 50% di 1/365 del reddito, individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità.

Infine, ai lavoratori autonomi iscritti all’INPS sarà erogata un’indennità pari al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.

ESCLUSIVITA’  E CUMULABILITA’
In alternativa al congedo COVID-19 la norma prevede la possibilità di fruire del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting, del quale abbiamo già parlato qui.

La Circolare precisa inoltre che, sempre ai sensi del comma 5 dell’Articolo 23 del DL 18/2020, i lavoratori dipendenti con figli disabili come definiti poco sopra possono fruire del congedo COVID-19 in aggiunta all’estensione della durata dei permessi retribuiti afferenti alla Legge 104, come prevista dall’Art. 24 dello stesso decreto.

Analogamente, vista la natura speciale ed emergenziale della tutela in esame, sarà possibile cumulare nell’arco dello stesso mese il congedo COVID-19 con il prolungamento del congedo parentale di cui all’Art 33 del D.lgs n. 151/2001  che, ricordiamo, prevede un’indennità retributiva del 30%, e con il congedo straordinario di cui all’Art. 42, comma 5, del medesimo decreto legislativo, della durata di due anni continuativi o frazionati.

Resta ferma invece l’incumulabilità, nell’arco dello stesso mese, delle diverse tipologie di permesso per assistenza ai disabili in situazione di gravità come individuate al paragrafo 2.2 della circolare n. 155/2010 e al paragrafo 3.2 della circolare n. 32/2012.

Resta fermo – sottolinea la Circolare 45 nel riprendere quanto già esplicitato nel DL 18/2020 – che i genitori potranno fruire del congedo COVID-19 alternativamenteper un totale complessivo di 15 giorni per nucleo familiare. Nessuna variabile quindi legata al numero dei figli.

Riassumendo, sempre con l’aiuto del testo della Circolare, che schematizza il contenuto del DL Cura Italia, il congedo è fruibile a condizione che:

–     nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa;

–     non vi sia altro genitore disoccupato o non lavoratore;

–     sia accertata la disabilità in situazione di gravità del figlio ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge n. 104/1992;

–     il figlio sia iscritto a scuole di ogni ordine grado o in centri diurni a carattere assistenziale;

–     nel nucleo familiare non vi sia altro genitore che fruisca contemporaneamente di congedo COVID-19;

–     non sia stata trasmessa richiesta del bonus alternativo per i servizi di baby-sitting.

Tali condizioni devono essere autocertificate dal richiedente al momento della presentazione telematica della domanda.

COME RICHIEDERE IL CONGEDO
I lavoratori dipendenti, gli iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi iscritti all’INPS che vogliano fruire del congedo COVID-19, devono presentare domanda all’Istituto, utilizzando la procedura per le domande di congedo parentale ordinario per le singole categorie di lavoratori, che saranno opportunamente modificate. Le nuove domande potranno riguardare anche periodi antecedenti alla data di presentazione della stessa, purché non si collochino prima del 5 marzo 2020.

Maggiori informazioni procedurali arrivano dal Messaggio INPS n. 1416 del 30 marzo che precisa che per le domande di congedo COVID-19 non è ammessa la modalità di accesso semplificata di cui al messaggio n. 1381/2020; pertanto gli interessati dovranno avvalersi delle consuete modalità messe a disposizione dall’Istituto, ossia:

  • tramite il portale web dell’INPS, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), direttamente dalla homepage del sito www.inps.it;
  • tramite il menu “Prestazioni e servizi”, nell’elenco “Tutti i servizi”: selezionando la lettera “M”, con il titolo “Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”; oppure selezionando la lettera “D”, con il titolo “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito”, “Disabilità”;
  • tramite il Contact center integrato, sempre attraverso il PIN INPS, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
  • tramite i Patronati , utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.

Domanda di invalidità civile, cecità e sordità: modalità semplificata di richiesta dal 1 giugno

Fonte: www.disabili.com Come fare domanda di invalidità civile: entra a regime per tutti la sperimentazione che era stata avviata lo scorso dicembre

L’INPS ha pubblicato, in data 20 marzo 2020, il messaggio n. 1275 che stabilisce come, per presentare domanda di invalidità civile,  cecità e sordità per i soggetti di età compresa tra i 18 e i 67 anni, entri a regime per tutti, la modalità semplificata che era stata introdotta in via sperimentale a dicembre 2019.
Una ulteriore comunicazione INPS (messaggio n.1387 del 26/3/2020) ha posticipato l’entrata in vigore di questa nuova modalità, dal 1 aprile al 1 giungo 2020.
Pertanto dal 1 giugno 2020 questa sarà la modalità in vigore per tutti (tra i 18 e i 67 anni) per richiedere l’invalidità civile.

Quella semplificazione, introdotta appunto in via sperimentale con il messaggio n. 4601 del 10 dicembre 2019, seguiva quanto già fatto per richiesta dell’indennità di accompagnamento per cittadini ultrasessantasettenni.

COSA PREVEDE LA SEMPLIFICAZIONE
Al momento della presentazione della domanda di invalidità civile i cittadini di età tra i 18 e i 67 anni potranno anticipare le informazioni di natura socio-economica contenute nel modello “AP70”, di norma comunicate solo al termine dell’esito positivo della fase sanitaria.
Si tratta, in particolare, della comunicazione:
– di eventuali ricoveri,
– dello svolgimento di attività lavorativa,
– dei dati reddituali,
– dell’indicazione delle modalità di pagamento e
– della delega alla riscossione di un terzo (Quadro G) o in favore delle associazioni (Quadro H).

ITER A REGIME DAL 1 GIUGNO –
 La sperimentazione che era stata avviata a dicembre scorso ha dato esito positivo poiché, grazie all’acquisizione anticipata di tali informazioni è stato possibile, una volta definito positivamente l’iter di accertamento sanitario, avviare in tempi brevi il processo di liquidazione della prestazione economica riconosciuta. Per questo motivo a partire dal 1° giugno 2020 tale modalità di presentazione della domanda di invalidità civile, cecità e sordità entrerà a regime, divenendo obbligatoria per tutti i soggetti di età compresa tra i 18 e i 67 anni.

L’INPS precisa che In alcune casistiche (soggetto ricoverato al momento della presentazione della domanda o titolare di altre prestazioni di invalidità incompatibili) sarà tuttavia necessario completare comunque il modello “AP/70” dopo la definizione dell’iter sanitario utilizzando l’attuale procedura della fase concessoria.

Per approfondire:

Il testo del messaggio INPS n. 1275

Il testo del messaggio INPS n.1387

Speciale invalidità civile

SEGNALAZIONE INTERVISTA AL PRESIDENTE SPEZIALE – RADIO VATICANA

segnaliamo l’intervista di Radio Vaticana al Presidente Roberto Speziale relativamente all’emergenza Coronavirus e all’impatto che ha avuto sui centri residenziali e sulle persone con disabilità e le loro famiglie. Il Presidente ha sottolineato la necessità di attuare immediatamente i servizi di sostegno alternativi, previsti dal decreto “Cura Italia” ed ha menzionato l’Unità di Crisi di Anffas Nazionale, creata ad hoc, proprio per fronteggiare questa emergenza con lo scopo di produrre e censire materiale utile e non lasciare indietro nessuno. Per ascoltare l’intervista potete collegarvi al seguente link: http://www.anffas.net/it/news/14037/radio-vaticana-lintervista-al-presidente-nazionale-anffas/ .