Aperte le iscrizioni alla formazione dei facilitatori territoriali – progetto “Inclusi – dalla scuola alla vita”

18/1/2022 da www.anffas.net

Anffas Nazionale è lieta di informare che, nell’ambito delle attività del progetto “Inclusi – dalla scuola alla vita” poste in capo ad Anffas Nazionale (A.9 VERSO I DIRITTI UMANI: AUTODETERMINAZIONE, SOSTEGNI AI PROCESSI DECISIONALI, AUTORAPPRESENTANZA), si svolgerà nel mese di fabbraio 2022 la prima iniziativa formativa dal titolo “Formare i facilitatori territoriali” dedicata, appunto, alla formazione del personale scolastico e degli operatori del sistema di presa in carico sulle modalità di adeguato sostegno all’autodeterminazione e all’autorappresentanza degli alunni con disabilità.

Nello specifico, tale attività prevede l’erogazione di n. 2 edizioni della durata di 30 ore ciascuna:

1 Edizione (riservata al personale degli Istituti scolastici e ai partner aderenti al progetto Inclusi)
Dal 15 febbraio al 5 maggio 2022 in modalità webinar live
Sono previsti n.12 incontri

Edizione accreditata al MIUR tramite la piattaforma S.O.F.I.A.
(ID INIZIATIVA 67865 – ID EDIZIONE 99692)

Potranno partecipare max. 80 discenti

I docenti di ruolo che vorranno accedere all’accreditamento dovranno obbligatoriamente iscriversi attravero la piattaforma S.O.F.I.A..
I docenti che NON vorranno accedere all’accreditamento e gli educatori dei partner dei partner progettualli potranno iscriversi cliccando qui

2 Edizione 
Dal 16 febbraio al 31 maggio 2022 in modalità FAD asincrona
Sono previsti n. 12 moduli formativi

Edizione NON accreditata al MIUR ed erogata attraverso la piattaforma e-learning di Anffas iscrivendosi cliccando qui
Saranno proposte le videoregistrazioni delle giornate formative della prima edizione.
Non è previsto un numero massimo di iscrizioni.

La 2 Edizione è rivolta anche a coloro che non aderiscono al progetto INCLUSI e che desiderano partecipare al percorso proposto.

Termine ultimo per le iscrizioni all’iniziativa: lunedì 14 febbraio 2022

Per maggiori informazioni sui contenuti è possibile consultare la brochure dedicata: CLICCA QUI

Rimani aggiornato sul proseguimento del progetto visionando la sezione dedicata: clicca qui

*Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

Sentenze TAR Catania n. 3845/2021 e 3659/2021: il Progetto di Vita deve soddisfare in modo puntuale alcune specifiche previsioni per una presa in carico globale della persona con disabilità

17/1/2022 da www.anffas.net

Si riporta di seguito il commento a cura dell’Avv. Mariapaola Giardina, in merito a due ulteriori sentenze emesse dal Tribunale Amministrativo di Catania sul tema della redazione dei Progetti di Vita ex art. 14 legge 328/2000.

Ancora una volta il TAR Sicilia, Sezione di Catania, con due Sentenze rispettivamente n. 3659 del 6 dicembre 2021 e n. 3845 del 20 dicembre 2021, ha accolto i ricorsi di due familiari di persone con disabilità, aderenti alla rete associativa ANFFAS ed assistiti dagli Avvocati Ettore Nesi e Mariapaola Giardina, tesi ad annullare due progetti di Vita ex art. 14 L. 328/2000 in quanto predisposti in maniera generica.

Infatti, l’Azienda Sanitaria di Siracusa e i Comuni di residenza, rispettivamente quello di Floridia e di Noto, si erano limitati a verificare la sola necessità di sostegno assistenziale, senza peraltro attuare alcun coordinamento con altre misure di sostegno e con gli altri contesti, omettendo di sottoporre le persone con disabilità ai test per la misurazione del profilo di funzionamento e senza approfondire quali fossero i desideri e le aspettative delle stesse e dei loro familiari.

Pertanto, le Amministrazioni avevano consegnato un Progetto di Vita privo dell’indicazione della complessità e della intensità degli interventi, nonché della individuazione della durata degli interventi, del case manager, del budget di progetto e delle responsabilità in ordine alla attuazione e alla verifica del progetto. Le Amministrazioni, quindi, avevamo omesso di effettuare la presa in carico globale della persona con disabilità e si erano limitate, invece, ad individuare alcuni servizi di mera assistenza.

Il Tar Catania, riprendendo i principi giurisprudenziali enunciati con le due Sentenze gemelle n. 2782 e 2783 del 2019, ha accolto pienamente i ricorsi e ha annullato entrambi i progetti ricordando che “il progetto di Vita ex art. 14 L. 328/2000 deve soddisfare in modo puntuale alcune specifiche previsioni”.

Questo, infatti, anche ai sensi del DM 26 novembre 2016, deve contenere la Valutazione diagnostico-funzionale o il profilo di funzionamento, il budget di progetto (insieme di tutte le risorse umane, economiche, e strumentali), un case manager, le metodologie di monitoraggio, la verifica periodica e revisione; in ultimo il TAR ha precisato che il progetto di Vita deve essere definito assicurando la più ampia partecipazione possibile della persona con disabilità grave ovvero dei genitori o di chi ne tutela gli interessi.

Il TAR Catania, inoltre, torna ad affermare la competenza del Comune e dell’Azienda Sanitaria Provinciale per l’elaborazione del progetto di Vita ai sensi dell’art. 14 L. 328 del 2000.

Specificatamente, la Sentenza n. 3845/2021 prevede che “entrambe le Amministrazioni concorrono all’adozione del piano, essendo titolari di competenze autonome e specifiche, ancorché coordinate, nello svolgimento dell’attività provvedimentale che in questa sede interessa”.

In ultimo, occorre rilevare che il TAR Catania ha chiarito che gli interventi sul “Dopo di Noi” previsti all’interno del più ampio progetto di Vita ex art. 14 L. 328/2000, devono essere puntuali e specifici al fine di garantire concretamente l’immediata programmazione da porre in essere in favore della persona con disabilità.

Alla luce di quanto sopra, è ormai innegabile il diritto di tutte le persone con disabilità a vedersi predisporre un progetto di vita ex art. 14 L. 328 del 2000 che abbia i requisiti previsti dalla legge e che sia volto a coordinare i singoli interventi e le diverse progettualità previste in favore del beneficiario (PAI, PEI, “Dopo di Noi”, inserimento lavorativo…) al fine di evitare sovrapposizioni e incongruenze.

Nel conseguimento di queste fondamentali pronunce, un ruolo centrale è stato svolto anche da ANFFAS che ormai da anni si impegna a sensibilizzare e promuovere l’importanza del progetto di vita ex art. 14 L. 328 del 2000 quale strumento per attuare la presa in carico globale della persona con disabilità.

Occorre ricordare, infatti, le parole del Presidente dell’Anffas Nazionale, Dott. Roberto Speziale, a conclusione del Convegno Nazionale tenutosi in occasione della Giornata internazionale delle Persone con disabilità il quale ha ribadito l’importanza di effettuare la presa in carico globale della persona con disabilità la quale “deve essere multiprofessionale secondo l’approccio biopsicosociale  e, quindi, in grado di cogliere i desideri, le aspettative e i bisogni della persona con disabilità al fine di declinarli in chiave di sostegni che servano a migliorare la qualità della vita di tutte le persone con disabilità”. Tale presa in carico deve avvenire mediante la predisposizione del progetto di vita della persona con disabilità il quale, come ormai stabilito dalla granitica giurisprudenza che si è formata sul tema, costituisce lo strumento necessario ad evitare che vengano erogati degli interventi senza alcuna coordinazione e assolutamente controproducenti per lo sviluppo della persona.

Sassoli, un alleato del movimento per i diritti delle persone con disabilità

18/1/2022 Fonte www.superando.it – «“Tutte le iniziative del Parlamento Europeo dovrebbero includere un approccio ai diritti delle persone con disabilità”: queste, tra l’altro, erano state le parole pronunciate da Sassoli, durante quel nostro incontro, in occasione del quale ho avuto l’opportunità di conoscere un uomo e un politico integro, che credeva nelle persone e nel Parlamento Europeo come Istituzione veramente rappresentativa di tutti i cittadini europei. Un uomo che non aveva paura di riconoscere le troppe violazioni dei diritti umani contro le persone con disabilità e che ha costantemente supervisionato l’impegno del Parlamento Europeo a rimuovere le barriere e a garantire parità di accesso alle persone con disabilità in ogni settore, proteggendone i diritti in tutta l’Unione Europea. Il suo impegno per un’Europa inclusiva ha e continuerà a ispirare un cambiamento positivo».

Così Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità e da poco tempo anche dell’IDA, l’Alleanza Internazionale sulla Disabilità, ha ricordato David Sassoli, il presidente del Parlamento Europeo recentemente scomparso, rifacendosi a un incontro avvenuto proprio un anno fa, avvenuto alla vigilia del decennale della ratifica da parte dell’Unione Europea della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

In tal senso, l’EDF, esprimendo vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi, ha voluto ribadire come Sassoli sia stato «un sincero alleato del movimento delle persone con disabilità, sempre attento a lavorare per renderne effettivi i diritti».

Pensioni di invalidità: basta accanirsi contro i più deboli!

20/1/2022

Fonte comunicato stampa FISH* – «È a dir poco inaccettabile togliere in altro modo, quello che una Sentenza della Consulta aveva stabilito due anni fa di dare»: lo dichiara Vincenzo Falabella, presidente della FISH, commentando quanto sta accadendo in questi giorni a molte persone che percepiscono la pensione di invalidità civile totale, ai ciechi civili assoluti e ai sordi.

In sostanza, la Sentenza 152 del 2020 della Corte  Costituzionale aveva prodotto due anni fa un aumento di tali pensioni (poco più di 291 euro al mese per il 2022), fino a un massimo di oltre 368 euro, a seconda dell’entità dei redditi conteggiati nell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), fino ad un azzeramento dell’aumento stesso al raggiungimento di un ISEE di 8.583,51 euro. La successiva Circolare n. 107 dell’INPS aveva reso attuativo quanto disposto dalla Sentenza della Consulta.

Ora accade però che quegli aumenti vengano conteggiati nell’ISEE che aumentando a propria volta, può portare in pratica a vanificarli. E questo nonostante la Legge 89 del 2016 abbia escluso con chiarezza dal conteggio dell’ISEE «i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari percepiti da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità».

«Stiamo già attivandoci – informa il Presidente della FISH – nei confronti dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate, ma anche del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e pensiamo ad un Interpello urgente per capire esattamente da dove arrivi questa procedura e valutare in quale modo agire per riparare a una situazione che, va ribadito, riteniamo del tutto inaccettabile».

*Cui Anffas aderisce

Relazione al Parlamento sul contrasto all’abuso dei minorenni 2020

18/1/2022 Fonte www.minori.gov.it – È online, sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia, la Relazione al Parlamento sull’attività di coordinamento in tema di prostituzione, pornografia, turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di schiavitù ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della Legge 3 agosto 1998, n. 269, relativa all’anno 2020.

La Relazione, elaborata dal Dipartimento in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti di Firenze, offre un quadro dettagliato delle attività di prevenzione, contrasto, assistenza e tutela dei minorenni vittime di abuso e sfruttamento sessuale realizzate dalle pubbliche amministrazioni e dalle associazioni nazionali operanti nel settore, scelte tra quelle con più ampia diffusione territoriale e con maggiore consistenza numerica dei soggetti rappresentati.

Questa edizione del documento, suddivisa in quattro capitoli, presenta due novità: un focus sull’abuso e lo sfruttamento dei minorenni ai tempi del Covid-19 e un executive summary, che riassume le principali evidenze della Relazione.

Il primo capitolo è dedicato alle politiche e agli interventi a tutela dei minorenni realizzati sul fronte nazionale per contrastare gli effetti dell’emergenza pandemica su bambini e ragazzi, mentre il secondo contiene l’analisi dei dati e le statistiche sull’abuso e lo sfruttamento dei minorenni ai tempi del Covid-19.

Il terzo capitolo si sofferma sugli organismi e gli strumenti di monitoraggio a livello internazionale, europeo e nazionale a tutela dell’infanzia e il quarto, infine, è dedicato all’impegno specifico delle amministrazioni centrali e del terzo settore per la prevenzione e il contrasto del fenomeno.

Completa la pubblicazione un’appendice normativa che riporta i principali atti normativi in materia di abusi, maltrattamenti e, più in generale, violenza che coinvolgono direttamente o indirettamente i bambini e i ragazzi.

La Relazione è disponibile nella notizia dedicata.

Tutte le Relazioni 269 sono reperibili su questo sito al link https://www.minori.gov.it/it/ricerca-guidata?f%5B0%5D=taxonomy_vocabulary_22%3A1357.