Corsi di specializzazione sostegno scolastico disabili: ecco i primi bandi per ogni regione

Fonte: www.disabili.com 22/7/2021

Le università stanno avviano le procedure per l’avvio del VI ciclo di specializzazione per il sostegno didattico ad alunni con disabilità: ecco i primi bandi

Torniamo a parlare di scuola e di docenti specializzati sul sostegno. perchè, come anticipato nei giorni scorsi, nel mese di settembre nelle università autorizzate saranno attivate le procedure selettive per l’avvio del VI ciclo del Corso di Specializzazione per il sostegno didattico ad alunni con disabilità. I posti autorizzati dal ministero, per il prossimo anno accademico, saranno 22 mila, ma, come indicato dal DM n. 755 del 6 luglio 2021, ai corsi potranno accedere anche i docenti risultati idonei nei cicli precedenti o che abbiano rimandato la frequenza del corso per altre ragioni. Il loro numero è stimano in circa 13 mila docenti e, pertanto, verosimilmente, i suddetti corsi riguarderanno circa 35 docenti.

Al D.M. 755 del 6 luglio è allegata la tabella riassuntiva dell’offerta formativa con l’indicazione delle Università che attiveranno i corsi e i posti disponibili suddivisi per grado di scuola.
Ricordiamo che le date di svolgimento dei test preselettivi sono fissate per tutti gli indirizzi della specializzazione per il sostegno per i giorni 20, 23, 24 e 30 settembre 2021 e, nello specifico:
-20 settembre 2021 (mattina) prove scuola dell’infanzia;
-23 settembre 2021 (mattina) prove scuola primaria;
-24 settembre 2021 (mattina) prove scuola secondaria I grado;
-30 settembre 2021 (mattina) prove scuola secondaria II grado.

Le diverse Università che hanno presentato la propria offerta formativa sono pertanto autorizzate ad attivare i percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria, nella scuola secondaria di I grado e nella scuola secondaria di II grado.
Il maggior numero di posti è offerto dagli Atenei del sud Italia, anche se la carenza di docenti specializzati, pur presente in tutto il territorio nazionale, è particolarmente rilevante nelle regioni del nord.

Alcuni Atenei hanno già pubblicato le prime informazioni relative all’avvio del VI ciclo dei corsi, altre già i bandi.

ABRUZZO

Università dell’Aquila

Università di Teramo

BASILICATA

Università della Basilicata

CALABRIA

Università della Calabria – bando

Università Magna Graecia Catanzaro

CAMPANIA

Università Suor Orsola Benincasa

Università di Salerno

EMILIA-ROMAGNA

Università di Bologna

Università di Ferrara

FRIULI VENEZIA GIULIA

Università di Udine

LAZIO

Lumsa BANDO

Roma Tre BANDO

Foro Italico

Link Campus BANDO

Unicamillus BANDO

Tuscia BANDO

LIGURIA

Università di Genova

LOMBARDIA

Milano Bicocca

Università Cattolica

MARCHE

Università di Macerata

PIEMONTE

Università di Torino

PUGLIA

Università di Foggia BANDO

SARDEGNA

Università di Sassari

SICILIA

Università di Enna Kore BANDO

Università di Messina

TOSCANA

Università di Pisa BANDO

Università di Siena

UMBRIA

Università di Perugia

VENETO

Università di Padova

I docenti interessati possono prendere visione degli avvisi e dei bandi indicati, nonché consultare i portali delle altre università autorizzate che ancora non abbiano pubblicato indicazioni sul VI ciclo, poiché le procedure di inscrizione alle prove di selezione saranno certamente imminenti. Contestualmente sarà utile prepararsi per il superamento di tali prove.

APPROFONDIMENTI

Decreto e tabella del numero dei posti

In disabili.com

Carenza di docenti specializzati

Scuola, inclusione, disabilità. Nel prossimo anno scolastico l’assunzione di 11mila insegnanti di sostegno

Concluso il congresso FISH 2021. Gli impegni della politica

19/7/2021 Fonte comunicato stampa FISH* – «È stato un congresso aperto che è riuscito ad alimentare un dibattito costruttivo su diversi temi; una due giorni in cui abbiamo ascoltato gli interventi dei vertici di tutte le forze politiche, nessuna esclusa, e a cui abbiamo rappresentato le istanze che vengono quotidianamente dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie, sull’isolamento, la segregazione, le discriminazioni che avvengono sovente nel mondo del lavoro, della scuola, nei confronti delle donne, in particolare». Esprime soddisfazione il presidente della FISH, la Federazione Italiana Superamento Handicap, Vincenzo Falabella, a margine del Congresso 2021 che si è svolto in modalità telematica e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’ex presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dell’ex Ministro degli Interni, Matteo Salvini, degli attuali Ministri alle Disabilità e al Lavoro, rispettivamente, Erika Stefani e Andrea Orlando. Non soltanto.

Hanno fornito il proprio contributo al dibattito che si è articolato all’interno della due giorni organizzata il 16 e il 17 luglio dalla FISH, anche il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso e, in rappresentanza degli enti locali, il presidente della Conferenza Stato-Regioni, Massimiliano Fedriga, e dell’ANCI, l’Associazione dei comuni italiani, Antonio Decaro. Inoltre, sono intervenuti per confrontarsi sulle diverse istanze rappresentate dalla FISH, sul fronte della rappresentanza istituzionale, anche il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, Giampiero Griffo, coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità; il governatore della regione Liguria, Giovanni Toti e l’ex presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

«Dietro il logo Fish, ci sono le storie delle persone e le testimonianze di chi all’interno dei territori si spende per l’associazionismo e la tutela delle persone con disabilità; abbiamo costruito con loro, dal basso, i temi del congresso e li abbiamo rappresentati a chi ha il compito di elaborare le politiche». Continua Vincenzo Falabella: «così, da tutti i politici dei diversi schieramenti che sono intervenuti abbiamo avuto rassicurazioni sulla necessità di maggiori investimenti per proteggere le persone con disabilità a partire dal Piano di Ripresa e Resilienza».

E poi ancora, ha spiegato il presidente della FISH: «ci è stato assicurato l’impegno delle forze politiche intervenute al nostro congresso per assumere e formare gli insegnanti di sostegno nelle scuole, per garantire percorsi di vita autonoma e l’inclusione sociale per le persone con disabilità nella società; che ci sarà attenzione alla figura del caregiver, che saranno potenziati i servizi sociali e domiciliari dei comuni, che si avvierà finalmente un processo di deistituzionalizzazione delle persone con disabilità per scovare una volta per tutte i tanti manicomi nascosti che abbiamo ancora in Italia».

I segnali arrivati dagli esponenti delle istituzioni e delle varie forze politiche intervenute al Congresso FISH che si è concluso oggi, dunque, sembrano essere incoraggianti per le persone con disabilità e per le loro famiglie, perlomeno a livello di impegni.

*Cui Anffas aderisce

Per maggiori informazioni:

Sostegni Bis, Stefani: “Fondo non autosufficienza aumentato di 40 milioni”

Fonte: http://disabilita.governo.it/ – “Con l’incremento di 40milioni del Fondo per la non autosufficienza, previsto dal Decreto Sostegni bis approvato alla Camera, abbiamo raggiunto un risultato importante perseguito fin dall’insediamento.

Le nuove risorse rivolte al sostegno di persone con disabilità e anziani non autosufficienti, consentiranno di dare maggiore impulso ai progetti di vita indipendente e di supportare l’assistenza socio-sanitaria. Il tutto per favorirne la permanenza presso il proprio domicilio ed evitarne l’istituzionalizzazione.

L’aumento del fondo conferma l’attenzione verso i temi della non autosufficienza e si inserisce nel più ampio quadro di sviluppo delle politiche sociali, a cui tutto il Governo sta lavorando per un ulteriore incremento strutturale.

Presso il Ministero delle politiche sociali, è stato infatti istituito un gruppo di lavoro ad hoc sulla non autosufficienza, e costante è il mio confronto con il Ministro Orlando sui temi della disabilità: dai percorsi di vita indipendente all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità“.

Così il Ministro per le disabilità, Erika Stefani, in una nota.

CDD e RSA, ancora limitazioni per le persone con disabilità

Fonte www.personecondisabilita.it 20/7/2021 – Da settimane, l’Italia e la Lombardia sono tornate in “zona bianca“. Da settimane la maggior parte delle limitazioni imposte ai cittadini per contenere la diffusione del Covid-19 sono cadute. La netta maggioranza dei cittadini italiani ha potuto quindi tornare a vivere una quotidianità in cui abitudini e comportamenti sono molto simili a quelli precedenti lo scoppio della pandemia sul posto di lavoro, in famiglia e nel tempo libero.

Ma non per tutti è così. Nonostante la Lombardia sia in “zona bianca”, molte persone con disabilità che frequentano i servizi semi-residenziali (ad esempio i Centri diurni o CDD) possono accedervi solo alcuni giorni a settimana, a rotazione con altre persone o a giorni alterni. Solo in alcune situazioni, questi servizi sono stati riattivati a tempo pieno e/o con forme alternative, in modo da garantire comunque il proseguimento complessivo delle attività. Allo stesso modo, sebbene la quasi totalità degli ospiti sia vaccinata, per chi vive all’interno di servizi residenziali (RSD) le possibilità di ricevere visite e di uscire sono ancora molto limitate.

A fronte di questa situazione, LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità ha scritto a Regione Lombardia per chiedere all’assessore al Welfare (Letizia Moratti) e all’assessore alla Famiglia, solidarietà sociale e disabilità (Alessandra Locatelli) di garantire a tutte le persone con disabilità, inserite all’interno di strutture semi-residenziali, di riprendere a frequentare a tempo pieno i servizi in cui sono inserite.

Non ci risulta a oggi alcun tipo di indicazione da parte di Regione, pur trattandosi di una materia di sua competenza -si legge nella lettera-. Al fine di annullare queste disparità di trattamento rispetto al resto della popolazione, vi chiediamo di adottare tutte le misure necessarie al fine di garantire a tutte le persone con disabilità, in conformità con quanto stabilito nei loro progetti individuali, di frequentare a tempo pieno i servizi semiresidenziali in cui sono inserite”. Allo stesso modo, LEDHA chiede che le persone con disabilità “possano uscire dalle strutture residenziali, a parità di diritti con il resto della popolazione”.

Nello specifico, per quanto riguarda le persone fragili che vivono all’interno dei servizi residenziali (RSD e RSA), l’ordinanza del ministero della Salute dell’8 maggio 2021 ha stabilito le modalità con cui possono essere effettuate (in sicurezza) le visite all’interno delle strutture e le uscite degli ospiti. “Ci risulta che Regione abbia provveduto a promuovere, presso le strutture residenziali lombarde l’applicazione dell’ordinanza -scrive LEDHA-. Purtroppo, tale attività di comunicazione non ha sortito effetti positivi nei confronti delle persone con disabilità né dei loro stessi familiari. Infatti, le uscite e le visite sono ancora molto limitate, seppur si sia ora in una situazione di sostanziale controllo dell’emergenza e tutto il resto della popolazione non sia più sottoposto a restrizioni simili”.

“Riteniamo fondamentale che anche tutte le persone con disabilità, come con le stesse possibilità e limiti offerti agli altri, possano ricominciare ad usufruire regolarmente e completamente dei servizi di cui necessitano, nel rispetto dei loro interessi, delle loro richieste e delle loro esigenze specifiche, nonché ricevere visite dai propri familiari e amici all’interno delle strutture in cui risiedono e uscire in autonomia, senza quindi dover subire discriminazioni fondate sulla disabilità, sanzionabili ai sensi della Legge 67/2006”, conclude la lettera.

Albergo Etico: un progetto di realizzazione professionale e vita indipendente

Fonte: www.superando.it 21/7/2021

È lo chef Antonio De Benedetto l’ideatore di Albergo Etico, ambizioso progetto di realizzazione professionale e vita indipendente, che da una quindicina d’anni ha già coinvolto più di cento giovani con disabilità, per lo più intellettiva. «Nel 2006 – racconta De Benedetto -, arrivò in stage nel mio ristorante un ragazzo con la sindrome di Down assieme al quale ho imparato a guardare la disabilità da un altro punto di vista e ho pensato che sarebbe stato bello costruire un metodo di formazione attivo per il miglioramento delle persone con disabilità, attraverso le mansioni alberghiere»

Albergo Etico: giovani con sindrome di Down

Giovani con disbailità intellettiva coinvolti nel progetto di Albergo Etico

«Somministriamo disabilità alla popolazione “in modo omeopatico”, per cambiare la società civile. E non ci lasciamo scoraggiare da niente, nemmeno dal Covid»: comincia così una chiacchierata con lo chef astigiano Antonio De Benedetto, inventore dell’Albergo Etico e presidente dell’omonima Associazione [se ne legga già in un precedente servizio di «Superando.it», N.d.R.] che attualmente gestisce quattro strutture, ad Asti, Roma, Fénis in Valle d’Aosta e nelle Blue Mountains australiane.
Nelle cucine, alla reception e ai piani, lavorano giovani con la sindrome di Down, accompagnati attraverso il metodo educativo Download in un ambizioso progetto di realizzazione professionale e vita indipendente.

Chef De Benedetto, Albergo Etico rappresenta una doppia rivoluzione, sia nel mondo dell’hôtellerie che in quello della disabilità. Come nacque l’idea?
«Era il 2006, quando nel mio ristorante arrivò in stage Niccolò, un ragazzo con la sindrome di Down. Assieme a lui ho imparato a guardare la disabilità da un altro punto di vista. E ho pensato che sarebbe stato bello costruire un metodo di formazione attivo per il miglioramento delle persone con disabilità intellettiva, sensoriale e fisica attraverso le mansioni alberghiere».

In che cosa consiste il vostro metodo?
«Il nostro metodo – che chiamiamo Download perché il caposervizio della struttura centrale, ovvero l’Albergo Etico, passa le competenze ai ragazzi – è molto simile a quello montessoriano. Lì il luogo delle scoperte è la casa, nel nostro caso invece è l’hotel, accanto al quale si trova sempre un’“accademia dell’indipendenza”, ovvero un appartamento in cui i ragazzi vivono da soli in autogestione».

La vera rivoluzione, però, comincia a casa…
«Sì. Molto spesso i genitori dei ragazzi con disabilità sono pieni di paure. Per questo la prima cosa che insegnamo ai nostri studenti è utilizzare il coltello. Crediamo che si debba spiegare come gestire il pericolo, non come evitarlo. E in hotel, di pericoli ce ne sono parecchi, dalle lame al fuoco, passando per il freddo intenso delle celle frigo».

Qual è il ruolo della famiglia in questo processo?
«Fondamentale. Fin dal primo giorno, stringiamo con mamme e papà un vero e proprio patto formativo. Li teniamo sempre aggiornati sui temi affrontati in classe e chiediamo loro di replicarli a casa. Per esempio, raccomandiamo di insegnare ai figli a gestire l’intero ciclo di lavaggio del proprio abbigliamento, fino alla stiratura e alla preparazione della valigia. Ma anche di dare la libertà di invitare un amico e di preparare la cena per lui e di ospitarlo per una notte. Proprio per questo abbiamo creato la cosiddetta “Divisione Super Mamma”, in cui le mamme dei ragazzi che sono con noi da più tempo spiegano le diverse tappe del percorso alle famiglie che sono appena entrate nel network».

La chiave sta quindi nella reciprocità?
«Esatto, noi non insegnamo, se le famiglie a loro volta non insegnano. Il nostro metodo si basa sulla replicazione in casa delle mansioni alberghiere. E la mamma è il primo certificatore del processo di apprendimento. Vogliamo far passare il messaggio per cui un figlio con disabilità non è un figlio senza possibilità, bensì un figlio per cui le possibilità vanno costruite. Bisogna avere il coraggio di lasciarlo fare. Dobbiamo lavorare insieme e favorire i processi di educazione tra pari.
In questi anni siamo entrati in contatto con oltre cento ragazzi e ragazze. La formazione alberghiera è accompagnata da quella scolastica – 20% teorica e 80% pratica – grazie alla collaborazione della Scuola Alberghiera Colline Astigiane, dove io ero docente. Ogni anno, la struttura accoglie otto ragazzi, che poi completano il percorso con lo stage all’Albergo Etico».

L’Albergo Etico pilota, quello di Asti, ha ventuno camere e una capienza di una sessantina di ospiti e ha aperto nel 2015. Si ricorda la prima cliente?
«Una signora svizzera».

Obiettivi per il futuro?
«Espandere la nostra rete. Spero che entro il 2023 saranno operativi almeno una quindicina di Alberghi Etici. Ne abbiamo già in cantiere uno a Sondrio e un altro a Cordoba in Argentina».

Prima del Covid, molte delle vostre attività erano in presenza e vi prendevano parte ragazzi e ragazze da Catanzaro ad Aosta. Ma come vi organizzate per gestire in sicurezza questi viaggi su e giù per lo Stivale?
«Costruendo un “paracadute”, ovvero un capillare sistema di controllo e preparandoli come se fossero una sorta di “militari in missione”. Innanzitutto, allertiamo una rete di volontari lungo il tragitto, pronti a intervenire in caso di problemi. E poi usiamo la tecnologia. Insegnamo ai ragazzi a utilizzare la geolocalizzazione e a inviare tramite Whatsapp una fotografia ai genitori in tutti i momenti chiave del viaggio, per esempio quando salgono sul treno oppure quando arrivano in una determinata stazione».

Quanto ha inciso la pandemia sulla vostra realtà?
«In realtà più che incidere, ci ha dimostrato quanto le nostre mamme siano davvero super. In meno di una settimana dall’annuncio del primo lockdown, infatti, affinché i ragazzi restassero in contatto tra loro, sono riuscite a mettere in piedi ben undici laboratori virtuali, di cucina, sala, pasticceria, fotografia, teatro, uso del PC, manualità, canto, linguaggio dei segni, judo e inglese».

Il presente servizio è stato pubblicato da «pro.di.gio.», rivista dell’Associazione Prodigio di Trento. Viene qui ripreso – con minimi riadattamenti dovuti al diverso contesto – per gentile concessione.