CONVEGNO 15-16 OTTOBRE 2020 : LA RICERCA DI VITA AUTONOMA NELLE DIS-ABILITA’ COGNITIVE E RELAZIONI

15-16 Ottobre 2020
Università degli Studi dell’Insubria

L’Università degli Studi dell’Insubria in collaborazione con il Centro Internazionale “Gianfranco Brebbia”, presenta il 15 e 16 ottobre 2020 il V Convegno Internazionale La Ricerca di vita autonoma nelle dis-abilità cognitive e relazionali. L’evento,
quest’anno in versione interamente online, a causa dell’emergenza pandemica, rientra nella XII Edizione 2020-2021 del Progetto “Giovani Pensatori” di Didattica Filosofica del Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” diretto dal Professore Fabio Minazzi dell’Università degli Studi dell’Insubria.
Il percorso ha come ultimo obiettivo la ricerca dell’autonomia della persona in un progetto di vita inclusivo. Il valore della ricerca scientifica si pone al centro di ogni relazione. Vengono proposte due giorni di relazioni multidisciplinari, incontri, testimonianze, interviste alla ricerca di nuove idee per la realizzazione di progetti sempre più innovativi. In questa ottica di aggiornamento e di ricerca, si pongono le basi per creare una svolta culturale verso una modernità di pensiero e di prassi nei confronti della disabilità.
Il convegno è gratuito e si svolgerà in diretta streaming.

Anffas ha collaborato alla realizzazione del programma del convegno, tra i relatori il dottor Osvaldo Cumbo – Psicologo Centro Studi e Fromazione Anffas Varese e Fondazioen Renato Piatti. L’intervento dal titolo: “Qualità di vita nelle persone con disabilità intellettia grave” è previsto venerdì 16 ottobre la mattina a partire dalle ore 09.00.

Live streaming sulla piattaforma Microsoft Teams. E’ necessario registrarsi seguendo le indicazioni sulla brochure o come i seguito specificato
Per accedere al convegno collegarsi al link: http://www.uninsubria.it/ricercavitaautonoma
Per informazioni: eventi@gianfrancobrebbia.it cell. 3355928646

Responsabile scientifico
Dott.ssa Giovanna Brebbia

ACCREDITATO ECM

CONVEGNO INDIRIZZATO A:
Medici Chirurghi (Medicina Generale, Medicina del Lavoro, Medicina fisica e riabilitazione, Neuropsichiatria
infantile, Pediatria, Psichiatria, Odontoiatria), Psicologi, Logopedisti, Educatori Professionali, Assistenti sociali,
Assistenti sanitari, Fisioterapisti, Infermieri, Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Docenti
scolastici, Studenti, Medici specializzandi, Cittadini interessati al tema.

Questo il link con il programma e le indicazioni per iscriversi e partecipare: Convegno Online La ricerca 2020 corretto 9

Persone con disabilità divenute anziane: la transizione non cancella i diritti

Fonte www.superando.it – Nell’ambito del progetto Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica – Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple, lanciato alcuni mesi fa dalla FISH* (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese – Avviso n. 1/2018), presentiamo oggi ai Lettori uno degli esiti dello stesso, ovvero un’approfondita analisi sulla disabilità “quando diventa anziana” e, in particolare, sull’impatto che il compimento dei 65 anni ha sulla vita delle persone.
A curare tale contributo è Giulia Bassi del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH.

La recente emergenza coronavirus ha reso evidente che esiste un momento della vita in cui si diventa maggiormente vulnerabili, momento che viene fatto coincidere con il compimento dei 65 anni, età a partire da cui, convenzionalmente, si è considerati anziani. In realtà, questo parametro, che incontra il consenso dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), se calato nel contesto italiano, potrebbe far sorgere dei dubbi circa la sua adeguatezza. L’aumento della qualità della vita ha infatti determinato un progressivo invecchiamento della nostra popolazione, che è oggi fra le più longeve. Allo stesso tempo, notevolmente migliorate appaiono anche le condizioni di salute e di benessere delle persone considerate anziane, rispetto a soli venti o trent’anni fa.

Dai dati contenuti nell’ultimo Rapporto ISTAT (dati aggiornati al 1° gennaio 2019: ISTAT, Rapporto annuale 2019, capitolo 3), emerge che gli ultrasessantacinquenni costituiscono il 22,8% della popolazione italiana (13,8 milioni). E la previsione è che la speranza di vita, attualmente di 80,8 anni per gli uomini e 85,2 per le donne, sia destinata a salire, determinando così un incremento dei cosiddetti “grandi anziani”, che rappresentano già il 3,6% della popolazione (2,2 milioni).

Il fenomeno del progressivo invecchiamento non ha incidenze solo numeriche, ma anche sulla stessa percezione dell’anzianità. Si può infatti ritenere che oggi si è considerati “anziani” non tanto nel momento in cui si compiono 65 anni, quanto in quello in cui si perdono in modo significativo le condizioni di autonomia e si assiste a un peggioramento della propria condizione di salute.

Secondo recenti stime, la perdita significativa dell’autonomia e della salute riguarda più del 20% degli ultrasessantacinquenni 65enni (Dati ISTAT dal primo Rapporto sulla Disabilità del 2019). Ciò significa che nel nostro Paese circa un milione e mezzo di ultrasessantacinquenni potrebbe vivere in una condizione di disabilità. Di questi, una parte avrebbe acquisito una disabilità per ragioni connesse all’avanzamento dell’età, un’altra ne avrebbe già avuta una prima di compiere 65 anni.

La distinzione appena fatta, e non in modo casuale, è rappresentativa della prassi di guardare agli anziani con disabilità in modo differente a seconda del momento in cui abbiano acquisito la propria disabilità, se prima o dopo i 65 anni.

In questo lavoro, l’attenzione si focalizzerà sulle persone con disabilità diventate anziane e, in particolare, sull’impatto che il compimento dei 65 anni ha sulle loro vite. A 65 anni, infatti, come si avrà modo di vedere, la persona con disabilità, agli occhi del nostro ordinamento e del sistema di welfare, cessa di essere considerata tale e diventa anziana non autosufficiente.

Verranno quindi analizzate le conseguenze di questo automatismo e si cercherà di stabilire se, ai sensi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, possano essere considerate legittime.

*A cui Anffas aderisce

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La scomparsa di una guerriera dei diritti umani delle persone con disabilità

Fonte www.superando.it – Con la scomparsa di Rachel Kachaje, il movimento mondiale che si batte per i diritti delle persone con disabilità perde una delle sue figure più illustri e forti, una donna la cui vita, come è stato scritto, «è stata dedicata a sostenere e a promuovere i diritti umani delle persone con disabilità, vivendo saldamente nel presente e combattendo per il futuro».

Già Ministra per gli Affari della Disabilità e della Terza Età nel Malawi, il proprio Paese dell’Africa, Kachaje, che è stata anche fondatrice e responsabile esecutiva del DIWA (Disabled Women in Africa), era divenuta nel 2015 presidente mondiale dell’organizzazione non governativa internazionale DPI (Disabled Peoples’ International).

«Il mondo perde un modello di empowerment», è stato scritto da altri, ovvero di consapevolezza e diffusione dei diritti e dell’esistenza stessa delle persone con disabilità nel mondo.

Mai potrà essere dimenticato il contributo attivo di Kachaje all’implementazione in molti Paesi – in particolare dell’Africa, ma non solo – di documenti e trattati così spesso presenti su queste pagine, come le Regole Standard delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di opportunità delle Persone con Disabilità (1993), la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006) e gli stessi Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030 (2015). Così come non si potrà dimenticare il suo particolare impegno per fare emergere i diritti delle donne e delle ragazze con disabilità. (S.B.)

OPUSCOLO ANFFAS – TUTTI A SCUOLA! e PRONTUARIO DEL CORRETTO AVVIO DELL’ANNO SCOLASTICO

Diffondiamo l’opuscolo di Anffas “Tutti a scuola! ed. sett. 2020”, realizzato grazie alla collaborazione del gruppo scuola di Anffas Nazionale. Il documento ha la finalità di offrire una panoramica sulle principali questioni relative all’avvio del nuovo anno scolastico, anche alla luce della attuale situazione dovuta all’emergenza sanitaria in corso.

In calce trovate l’opuscolo unitamente al “Prontuario per il corretto avvio dell’ a.s. 2020/2021 (consultabile anche qui).

Informazioni importanti a beneficio di tutti i bambini/e, alunni/e, studenti/sse con disabilità e rispettive famiglie e del mondo della scuola.

Opuscolo Anffas Tutti a scuola!! -_ed. settembre 2020

Prontuario Anffas per il corretto_avvio dell’a_s_ 2020_2021_(2)

SONDAGGIO ONLINE – IMPATTO COVID-19 SULLE PERSONE CON DISABILITA’ INTELLETTIVE E DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO E I LORO CAREGIVER

Condividiamo l’iniziativa a carattere internazionale, promossa dal Centro per gli studi sulla disabilità dell’University College di Dublino, attraverso il gruppo di ricerca IASSID, volta a comprendere l’impatto che la situazione emergenziale da Covid-19 ha avuto sulle persone con disabilità intellettive e del neurosviluppo, di ogni età, e sui loro caregiver, siano essi familiari oppure operatori retribuiti.

Si tratta, nello specifico, di un sondaggio compilabile in forma completamente anonima da parte di coloro che hanno compiuto 18 anni e sono:

  • Un familiare di persona con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo;
  • Un operatore retribuito che si prende cura, a vario titolo, di una persona  più persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

Il questionario richiede un tempo di compilazione di circa 25 minuti e sarà possibile completarlo entro il 20 settembre 2020. Per poter accedere alla versione in lingua italiana basterà cliccare QUI.

I risultati di questo rilevante studio verranno pubblicati sul sito di IASSID al seguente link: https://www.iassidd.org/comparative-policy/ .

Data l’importanza dell’iniziativa, chiediamo la Vs preziosa collaborazione per far sì che il questionario giunga alle famiglie Anffas, che con la loro partecipazione potranno garantire l’acquisizione di importanti informazioni.