Alunni senza sostegno: ancora da nominare da 50 a 75mila docenti

Il Sole 24 Ore del 17/09/2020

Un’emergenza nell’emergenza. È quella rappresentata, nei giorni della riapertura a singhiozzo delle scuole e del bollettino quotidiano di contagiati che non risparmia alunni e professori, dalla cronica assenza degli insegnanti di sostegno. Al momento ne mancherebbero, a seconda della stima, dai 50 ai 75mila. Con tutte le conseguenze che possiamo facilmente immaginare per le famiglie dei ragazzi con disabilità. E che hanno spinto lunedì 14 il ministero dell’Istruzione a fare ben due comunicati in poche ore su altrettanti presunti respingimenti di un alunno a Pisa e un altro a Roma per l’assenza del personale specializzato.

 

Approfondire il tema significa addentrarsi in uno dei problemi storici della scuola italiana, che il Covid-19 ha soltanto aggravato. In un contesto in cui – come hanno ricordato i sindacati nella conferenza stampa di ieri sulla «falsa partenza» della scuola che è servita a Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda anche per rilanciare la manifestazione nazionale del 26 settembre – sono andate in porto appena 22.500 assunzioni su 85mila, al sostegno è andata ancora peggio con meno di 2mila (1.600 secondo viale Trastevere) nomine riuscite su 21mila previste. Ciò significa che sono 19mila i posti di ruolo non assegnati e destinati adesso a un supplente. Sulla base delle chiamate che gli uffici scolastici regionali stanno facendo in questi giorni, attingendo alle nuove graduatorie provinciali (Gps) volute dalla ministra Lucia Azzolina (contro cui la Lega ha depositato una mozione di sfiducia).

 

Pur ipotizzando che tutti e 19mila supplenti sull’organico di diritto siano nominati ad horas mancherebbero comunque 51mila deroghe (e cioè gli incarichi assegnati a un prof non specializzato) calcolate sull’organico di fatto, che si sono rese necessarie a settembre dell’anno scorso per coprire le nuove esigenze e e che serviranno anche stavolta. Contratti a tempo determinato che, secondo la tabella di marcia fissata dal ministero dell’Istruzione, saranno formalizzati entro il 24 settembre ma che, secondo un’elaborazione della Cisl Scuola non saranno le uniche. Prendendo a riferimento la situazione di dicembre 2019 (anziché settembre) i posti in deroga sono 76mila (25mila in più). Da qui la doppia stima iniziale di 50-75mila docenti di sostegno ancora da incaricare.

 

In realtà, la penuria di prof specializzati è un problema antico. Sul sostegno le assunzioni fallite sono un classico degli ultimi anni: nel 2016/17, 1.568 assunti su 10.319 posti vacanti; nel 2017/18, 3.344 su 13.393; nel 2018/19, 1.682 su 13.329; nel 2019/20, 3.253 su 14.593. Un gap tra domanda e offerta che si spiega sia con l’abitudine di molti docenti ad accettare il ruolo per poi spostarsi sul posto comune (lo hanno fatto in 8.500 nell’ultimo triennio), sia con una platea di “formati” troppo esigua. Il quinto ciclo di tirocini formativi attivi (Tfa) è appena partito e specializzerà 19.585 studenti. Cinquemila in più del ciclo precedente (e buoni per le assunzioni dell’anno prossimo) ma comunque inferiori al fabbisogno certificato. Per colmarlo la ministra Azzolina vorrebbe trasformare le deroghe in posti aggiuntivi nell’organico di diritto. A quel punto sì, è il ragionamento di viale Trastevere, che si potrebbero aumentare i posti dei Tfa. Ammesso che le università abbiano le risorse (e gli spazi) per farlo.

CONVEGNO 15-16 OTTOBRE 2020 : LA RICERCA DI VITA AUTONOMA NELLE DIS-ABILITA’ COGNITIVE E RELAZIONI

15-16 Ottobre 2020
Università degli Studi dell’Insubria

L’Università degli Studi dell’Insubria in collaborazione con il Centro Internazionale “Gianfranco Brebbia”, presenta il 15 e 16 ottobre 2020 il V Convegno Internazionale La Ricerca di vita autonoma nelle dis-abilità cognitive e relazionali. L’evento,
quest’anno in versione interamente online, a causa dell’emergenza pandemica, rientra nella XII Edizione 2020-2021 del Progetto “Giovani Pensatori” di Didattica Filosofica del Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” diretto dal Professore Fabio Minazzi dell’Università degli Studi dell’Insubria.
Il percorso ha come ultimo obiettivo la ricerca dell’autonomia della persona in un progetto di vita inclusivo. Il valore della ricerca scientifica si pone al centro di ogni relazione. Vengono proposte due giorni di relazioni multidisciplinari, incontri, testimonianze, interviste alla ricerca di nuove idee per la realizzazione di progetti sempre più innovativi. In questa ottica di aggiornamento e di ricerca, si pongono le basi per creare una svolta culturale verso una modernità di pensiero e di prassi nei confronti della disabilità.
Il convegno è gratuito e si svolgerà in diretta streaming.

Anffas ha collaborato alla realizzazione del programma del convegno, tra i relatori il dottor Osvaldo Cumbo – Psicologo Centro Studi e Fromazione Anffas Varese e Fondazioen Renato Piatti. L’intervento dal titolo: “Qualità di vita nelle persone con disabilità intellettia grave” è previsto venerdì 16 ottobre la mattina a partire dalle ore 09.00.

Live streaming sulla piattaforma Microsoft Teams. E’ necessario registrarsi seguendo le indicazioni sulla brochure o come i seguito specificato
Per accedere al convegno collegarsi al link: http://www.uninsubria.it/ricercavitaautonoma
Per informazioni: eventi@gianfrancobrebbia.it cell. 3355928646

Responsabile scientifico
Dott.ssa Giovanna Brebbia

ACCREDITATO ECM

CONVEGNO INDIRIZZATO A:
Medici Chirurghi (Medicina Generale, Medicina del Lavoro, Medicina fisica e riabilitazione, Neuropsichiatria
infantile, Pediatria, Psichiatria, Odontoiatria), Psicologi, Logopedisti, Educatori Professionali, Assistenti sociali,
Assistenti sanitari, Fisioterapisti, Infermieri, Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Docenti
scolastici, Studenti, Medici specializzandi, Cittadini interessati al tema.

Questo il link con il programma e le indicazioni per iscriversi e partecipare: Convegno Online La ricerca 2020 corretto 9

Persone con disabilità divenute anziane: la transizione non cancella i diritti

Fonte www.superando.it – Nell’ambito del progetto Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica – Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple, lanciato alcuni mesi fa dalla FISH* (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese – Avviso n. 1/2018), presentiamo oggi ai Lettori uno degli esiti dello stesso, ovvero un’approfondita analisi sulla disabilità “quando diventa anziana” e, in particolare, sull’impatto che il compimento dei 65 anni ha sulla vita delle persone.
A curare tale contributo è Giulia Bassi del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH.

La recente emergenza coronavirus ha reso evidente che esiste un momento della vita in cui si diventa maggiormente vulnerabili, momento che viene fatto coincidere con il compimento dei 65 anni, età a partire da cui, convenzionalmente, si è considerati anziani. In realtà, questo parametro, che incontra il consenso dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), se calato nel contesto italiano, potrebbe far sorgere dei dubbi circa la sua adeguatezza. L’aumento della qualità della vita ha infatti determinato un progressivo invecchiamento della nostra popolazione, che è oggi fra le più longeve. Allo stesso tempo, notevolmente migliorate appaiono anche le condizioni di salute e di benessere delle persone considerate anziane, rispetto a soli venti o trent’anni fa.

Dai dati contenuti nell’ultimo Rapporto ISTAT (dati aggiornati al 1° gennaio 2019: ISTAT, Rapporto annuale 2019, capitolo 3), emerge che gli ultrasessantacinquenni costituiscono il 22,8% della popolazione italiana (13,8 milioni). E la previsione è che la speranza di vita, attualmente di 80,8 anni per gli uomini e 85,2 per le donne, sia destinata a salire, determinando così un incremento dei cosiddetti “grandi anziani”, che rappresentano già il 3,6% della popolazione (2,2 milioni).

Il fenomeno del progressivo invecchiamento non ha incidenze solo numeriche, ma anche sulla stessa percezione dell’anzianità. Si può infatti ritenere che oggi si è considerati “anziani” non tanto nel momento in cui si compiono 65 anni, quanto in quello in cui si perdono in modo significativo le condizioni di autonomia e si assiste a un peggioramento della propria condizione di salute.

Secondo recenti stime, la perdita significativa dell’autonomia e della salute riguarda più del 20% degli ultrasessantacinquenni 65enni (Dati ISTAT dal primo Rapporto sulla Disabilità del 2019). Ciò significa che nel nostro Paese circa un milione e mezzo di ultrasessantacinquenni potrebbe vivere in una condizione di disabilità. Di questi, una parte avrebbe acquisito una disabilità per ragioni connesse all’avanzamento dell’età, un’altra ne avrebbe già avuta una prima di compiere 65 anni.

La distinzione appena fatta, e non in modo casuale, è rappresentativa della prassi di guardare agli anziani con disabilità in modo differente a seconda del momento in cui abbiano acquisito la propria disabilità, se prima o dopo i 65 anni.

In questo lavoro, l’attenzione si focalizzerà sulle persone con disabilità diventate anziane e, in particolare, sull’impatto che il compimento dei 65 anni ha sulle loro vite. A 65 anni, infatti, come si avrà modo di vedere, la persona con disabilità, agli occhi del nostro ordinamento e del sistema di welfare, cessa di essere considerata tale e diventa anziana non autosufficiente.

Verranno quindi analizzate le conseguenze di questo automatismo e si cercherà di stabilire se, ai sensi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, possano essere considerate legittime.

*A cui Anffas aderisce

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La scomparsa di una guerriera dei diritti umani delle persone con disabilità

Fonte www.superando.it – Con la scomparsa di Rachel Kachaje, il movimento mondiale che si batte per i diritti delle persone con disabilità perde una delle sue figure più illustri e forti, una donna la cui vita, come è stato scritto, «è stata dedicata a sostenere e a promuovere i diritti umani delle persone con disabilità, vivendo saldamente nel presente e combattendo per il futuro».

Già Ministra per gli Affari della Disabilità e della Terza Età nel Malawi, il proprio Paese dell’Africa, Kachaje, che è stata anche fondatrice e responsabile esecutiva del DIWA (Disabled Women in Africa), era divenuta nel 2015 presidente mondiale dell’organizzazione non governativa internazionale DPI (Disabled Peoples’ International).

«Il mondo perde un modello di empowerment», è stato scritto da altri, ovvero di consapevolezza e diffusione dei diritti e dell’esistenza stessa delle persone con disabilità nel mondo.

Mai potrà essere dimenticato il contributo attivo di Kachaje all’implementazione in molti Paesi – in particolare dell’Africa, ma non solo – di documenti e trattati così spesso presenti su queste pagine, come le Regole Standard delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di opportunità delle Persone con Disabilità (1993), la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006) e gli stessi Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030 (2015). Così come non si potrà dimenticare il suo particolare impegno per fare emergere i diritti delle donne e delle ragazze con disabilità. (S.B.)

OPUSCOLO ANFFAS – TUTTI A SCUOLA! e PRONTUARIO DEL CORRETTO AVVIO DELL’ANNO SCOLASTICO

Diffondiamo l’opuscolo di Anffas “Tutti a scuola! ed. sett. 2020”, realizzato grazie alla collaborazione del gruppo scuola di Anffas Nazionale. Il documento ha la finalità di offrire una panoramica sulle principali questioni relative all’avvio del nuovo anno scolastico, anche alla luce della attuale situazione dovuta all’emergenza sanitaria in corso.

In calce trovate l’opuscolo unitamente al “Prontuario per il corretto avvio dell’ a.s. 2020/2021 (consultabile anche qui).

Informazioni importanti a beneficio di tutti i bambini/e, alunni/e, studenti/sse con disabilità e rispettive famiglie e del mondo della scuola.

Opuscolo Anffas Tutti a scuola!! -_ed. settembre 2020

Prontuario Anffas per il corretto_avvio dell’a_s_ 2020_2021_(2)