Reddito di Emergenza: da oggi si può presentare domanda

Si tratta di un contributo fra i 400 e gli 800 euro, legato all’Isee, per due mesi. La misura è stata spinta da una coalizione di scopo che nelle scorse settimane ha unito Asvis, Forum Disuguaglianze e Diversità e il professor Cristiano Gori, come strumento temporaneo ma rapido ed efficace per rispondere alla perdita di reddito degli ultimi fra gli ultimi

Fonte: www.vita.it 22/5/2020 È attivo sul sito dell’Inps il servizio per la presentazione delle domande di Reddito di Emergenza, misura straordinaria di sostegno al reddito introdotta per supportare i nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, istituita dall’articolo 82 del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020. Il beneficio sarà di importo compreso fra i 400 e gli 800 euro al mese, per una durata di due mesi. La richiesta dovrà essere presentata entro il 30 giugno. I dettagli all’articolo 82 del Decreto Rilancio (DL 19 maggio 2020, n. 34).

La misura è stata spinta da una coalizione di scopo che nelle scorse settimane ha unito Asvis, Forum Disuguaglianze e Diversità e il professor Cristiano Gori, come strumento temporaneo ma rapido ed efficace per rispondere alla perdita di reddito degli ultimi fra gli ultimi, che dalle misure classiche o pre-esistenti sarebbero stati tagliati fuori.

Il Forum del Terzo settore a Sala: “Facciamo di Milano una summer city a misura di bambino”

A partire dai bambini e dagli adolescenti, con uno sguardo più puntuale ai minori con disabilità, non dimentichi nessuno: pensi agli anziani, alle famiglie più fragili, a chi da solo non riesce a farcela”, si legge nella lettera aperta al sindaco del capoluogo lombardo

Fonte: www.vita.it 23/5/2020 «Manca poco meno di un mese all’inizio dell’estate e abbiamo moltissime cose da fare per cercare di viverla meglio nelle difficili e purtroppo incerte condizioni date» si apre così la lettera che questa mattina il Forum del Terzo Settore di Milano ha deciso di indirizzare al sindaco Giuseppe Sala. «La prima è quella di pensarci milanesi, sapendo di vivere in una città che considera suoi cittadini tutti coloro che abitano e lavorano a Milano, con tutta la complessità che questo oggi significa. Siamo in tanti – si legge nel testo – e a tanti dobbiamo riuscire ad offrire occasioni di partecipazione alla vita di questa città. Ognuno per quello che può fare e per quello che può dare, per il ruolo che occupa, per le responsabilità che ha o che si sente di assumere, per la voglia che manifesta di sentirsi parte attiva di una città che non vuole lasciare indietro nessuno. La seconda è – prosegue il Forum, rivolgendosi oltre che al sindaco anche a tutti i cittadini di Milano – la possibilità di lavorare assieme per una ‘Summer City’ che, a partire dai bambini e dagli adolescenti, con uno sguardo più puntuale ai minori con disabilità, non dimentichi nessuno: pensi agli anziani, alle famiglie più fragili, a chi da solo non riesce a farcela.

In questo momento così difficile e delicato sembra che nessuno, tra chi ci governa a livello centrale o regionale, voglia permettere a Milano di riprendersi, di ripartire, di ricominciare.

Le regole che ci accompagnano , varate dai recenti D.L., DPCM e dalle ordinanze – spiega il Terzo Settore ambrosiano – rendono sostanzialmente non realizzabili (o realizzabili per una minoranza di persone e con grande “rischio d’impresa” ed abnormi assunzioni di responsabilità) le attività educative ed animative per le giovani generazioni e per le categorie più a rischio.

Molte organizzazioni e realtà presenti nel nostro Forum – continua la lettera – sono da anni impegnate nella realizzazione di appuntamenti estivi sul fronte animativo, aggregativo, sportivo, culturale, didattico. Abbiamo imparato che si tutela maggiormente la salute di tutti all’interno di percorsi ben strutturati ed organizzati, ma nell’ordine del possibile, non imponendo livelli di protezione impraticabili e ragionevolmente poco funzionali, che poi lasciano solamente alle famiglie e ai cittadini trovare la soluzione privata a problemi di natura pubblica.

Non fare nulla significa lasciare al caos il compito di tutelarci; imporre regole troppo stringenti significa non poter fare nulla e quindi tornare alla situazione di caos. Rendere eccessivamente complessa l’organizzazione dei Centri Estivi per minori ed adolescenti significa giustificare di fatto il libero incontro nel parco sotto casa senza alcuna garanzia di tutela e sicurezza. E tanti andranno al parco, in strada, in piazza incrementando così il rischio di contagio».

La lettera prosegue indicando le strade che devono essere percorse e per le quali tutte le associazioni e realtà del Forum si rendono da subito disponibili:

1. Pressione sulle autorità regionali e nazionali perché si trovino in pochi giorni soluzioni autorizzative e di finanziamento ragionevoli e capaci di contemperare sicurezza e realizzabilità all’interno di una città complessa come la nostra.

2. Un’alleanza tra soggetti della società civile e istituzioni locali con il metodo della coprogettazione per offrire alla città una proposta credibile, sostenibile e, soprattutto, praticabile.

3. La messa a disposizione della ‘Summer City’, per quanto possibile, anche chiedendo specifiche interpretazioni delle norme che regolano i contratti, le risorse già previste per le attività estive, che potranno essere incrementate con i contributi delle energie più vive della città, anche attraverso disponibilità di beni e di tempo.

Una Summer City che orienti gli adulti verso comportamenti responsabili, accompagnandoli nella loro esigenza di socialità, moltiplicando i luoghi di incontro per ridurre le occasioni di assembramento.

Una Summer City che premi l’utilizzo della bicicletta e gli spostamenti a breve raggio.

Una Summer City che offra spunti e occasioni ai commercianti ed ai ristoratori per ampliare i loro orari di apertura e per utilizzare al meglio le 24 ore.

Una Summer City che sappia parlare a tutto il Paese perché Milano continui ad essere Milano. Noi crediamo che, insieme, pur consapevoli delle mille difficoltà e del poco tempo, saremo in grado di farlo».


Il Forum Terzo Settore Città di Milano

Le organizzano che aderiscono o sostengono il Forum: ACLI Milanesi, AGESCI Zona Milano, ARCI Milano, Anpas Milano, Auser Milano, Anteas Milano, Casa della Carità, CdO Opere sociali Milano, CEAL, CNGEI Milano, Confcooperative/Federsolidarietà Milano, Lodi Monza e Brianza, CNCA Lombardia, Ledha Milano, Legambiente Lombardia, Legacoop Lombardia.

Erogazione di titoli sociali a favore di persone con disabilità grave o anziane non autosufficienti

PUBBLICATO L’AVVISO PUBBLICO. DOMANDE DAL 18 MAGGIO AL 31 LUGLIO

L’Ufficio di Piano dell’Ambito Distrettuale Sociale di Varese – ai sensi della DGR 2862 del18/02/2020 e DGR 3055 del 15/04/2020 nonché in esecuzione dell’indirizzo dell’Assemblea deiSindaci del 3 aprile 2019 e del regolamento distrettuale per l’accesso ai titoli sociali – ha emanato l’avviso per la concessione nell’anno 2020 di titoli sociali a sostegno di persone con disabilità grave o anziane non autosufficienti, per un totale di € 327.787,45 per il Distretto sociosanitario di Varese

La presentazione della domanda è possibile dal 18 maggio al 31 luglio 2020.

Scarica gli allegati:

– Avviso pubblico
– Modello di domanda 

https://www.comune.varese.it/dettaglio-notizie/-/journal_content/56_INSTANCE_sjXv5DaDqBur/10180/937942

Voci di persone con disabilità durante l’epidemia di COVID19

Fonte www.internationaldisabilityalliance.org – International Disability Alliance sta raccogliendo resoconti personali da persone con disabilità che vogliono condividere l’impatto del COVID-19 sulla loro vita allo scopo di assicurare che le loro voci siano ascoltate ed evidenzino la necessità di un maggiore sostegno così come di campagne globali e nazionali che conducano un approccio inclusivo nella battaglia contro il COVID-19.

È possibile condividere le proprie storie, completando questo breve questionario (in lingua inglese).

In questa sezione dedicata è possibile inoltre trovare delle storie in lingua inglese di persone con varie disabilità in tutto il mondo che condividono le proprie esperienze legate all’epidemia di COVID-19 e le strategie di riduzione del rischio di pandemia attuate dai loro governi.

Per condividere storie personali legate all’emergenza Coronavirus, è possibile inviare una mail a projects@wfdb.eu.

Nessun bambino sia escluso dal “Bonus asili nido”

Fonte www.personecondisabilita.it – LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità aderisce al ricorso presentato da ASGI (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e dall’associazione “Avvocati per niente” contro il provvedimento del Consiglio dei ministri che ha previsto la limitazione del diritto al cosiddetto “Bonus asili nido” ai soli cittadini italiani e ai cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo e contro la circolare INPS che ha confermato tale limite. Escludendo così dalla possibilità di usufruire di questo strumento le famiglie di cittadini stranieri residenti da poco tempo in Italia.

Questa decisione configura non solo una chiara e palese discriminazione fondata sulla nazionalità, ma anche una discriminazione indiretta fondata sulla disabilità“, commenta l’avvocato Laura Abet del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di LEDHA. L’effetto di questo provvedimento, infatti, è quello di impedire a tutte le famiglie con bambini con disabilità, prive del permesso di soggiorno di lungo periodo, “il godimento di un diritto fondamentale, ovvero l’accesso ad un servizio educativo“. Senza un adeguato sostegno economico infatti, le famiglie con bambini con disabilità, in virtù della loro notoria condizione di maggior svantaggio, anche economico, rispetto alle famiglie in cui non ci sono bambini con disabilità, si troverebbero impossibilitate a iscrivere all’asilo nido i propri figli.

Le limitazioni al bonus, sottolinea LEDHA, penalizzano in modo particolare tutte le famiglie straniere da poco soggiornanti in Italia. E in modo particolare quei bambini con disabilità molto gravi, che vengono considerati impossibilitati a frequentare l’asilo. “La mancata frequenza di questi bambini spesso non dipende da una vera e propria scelta dei loro genitori di non voler usufruire di questo servizio educativo – si legge nell’atto di intervento di LEDHA – bensì dalla mancanza dei necessari adeguamenti organizzativi del servizio, nonché dalla presenza di forti resistenze e pregiudizi da parte degli enti gestori“. Inoltre, all’interno di queste famiglie, uno dei due genitori (spesso la mamma) deve rinunciare a lavorare per dedicarsi a tempo pieno per assistere i figli. Una situazione che va a impoverire ulteriormente il nucleo familiare.

È opportuno ricordare che tutti i bambini con disabilità hanno il diritto inviolabile – a prescindere dal titolo di soggiorno – ad accedere al sistema scolastico su base di uguaglianza con gli altri bambini, compresa la frequenza degli asili nido. La legge 104/1992, infatti, stabilisce che “al bambino da zero a tre anni handicappato è garantito l’inserimenti negli asili nido“.

In conclusione: i bambini al di sotto dei tre anni con da gravi patologie croniche costituiscono di per sé una fascia di bimbi particolarmente fragile e discriminata, rispetto ai loro coetanei senza gravi disabilità, nell’accesso al nido. Negare a questi bambini e ai loro genitori persino il sostegno economico riconosciuto per legge “pone questi bambini in una situazione di particolare svantaggio rispetto ai bambini senza disabilità (che possono frequentare gli asili nido), privando i loro genitori del prezioso sostegno economico necessario a pagare i supporti e i necessari servizi di assistenza domiciliare”, puntualizza l’avvocato Abet di LEDHA.

Con questo provvedimento, “INPS e Governo hanno di fatto escluso dalla possibilità di usufruire di questo supporto proprio quelle famiglie che ne avrebbero maggiore bisogno: le famiglie straniere soggiornanti in Italia da poco tempo, con bambini con disabilità – conclude Alessandro Manfredi, presidente LEDHA -. È importante che nessuna famiglia straniera con bambini con disabilità venga esclusa da questo provvedimento, indipendentemente dalla condizione giuridica dei genitori”.