GIORNATA DELLA MEMORIA 2020 – PERCHE’ NON ACCADA MAI PIU’. RICORDIAMO – LA PAURA DEL DIVERSO

PERCHE NON ACCADA MAI PIU’. RICORDIAMO 

In occasione della Giornata della Memoria una mostra e una tavola rotonda a Induno Olona per riflettere sulla discriminazione, sugli esempi che la storia ci riporta e sul perché l’essere umano non sia ancora riuscito a superare l’intolleranza verso il “diverso”.

Le due iniziative, in programma dal 25 gennaio al 2 febbraio, sono organizzate da Anffas Varese in collaborazione con Fondazione Renato Piatti onlus, ANPI Sezione Induno Olona e il Comune di Induno Olona, con il Patrocinio della Comunità Montana del Piambello.

Varese, 22 gennaio 2020 – In occasione della Gionata della Memoria Anffas Varese, in collaborazione con Fondazione Renato Piatti onlus, ANPI Sezione Induno Olona e il Comune di Induno Olona con il Patrocinio della Comunità Montana del Piambello organizza una mostra fotografica dal titolo “Perché non accada mai più. Ricordiamo” e una tavola rotonda “La paura del diverso: riflessioni su intolleranza e dintorni” per riflettere insieme su come gli uomini possano ancora compiere gesti efferati nei confronti dei propri simili e come la memoria debba fungere da monito per far sì che questi eventi non debbano più accadere.

I fatti della storia e il rischio del loro ripetersi impongono una presa di coscienza individuale e collettiva della responsabilità che si ha rispetto ai cambiamenti che stanno avvenendo nella nostra società. In particolare la tematica della discriminazione, su cui si sono costruiti i più efferati comportamenti umani, pare non essere superata come, ancora oggi, dimostrano i fatti di cronaca.

Riflettere sulla discriminazione, sugli esempi che la storia ci riporta e sul perché gli uomini non siano ancora riusciti a superare l’intolleranza verso il “diverso” è alla base delle due iniziative in programma:

  •  sabato 25 gennaio alle 11.00 verrà inaugurata la mostra “Perché non accada mai più. Ricordiamo” presso la sala Bergamaschi in P.zza Giovanni XXIII, n. 4 a Induno Olona – rappresentazione Teatrale a cura del Liceo Artistico A. Frattini di Varese e musica dal vivo a cura di Federico Bonoldi (violino) e Andrea Gottardello (pianoforte).

Lo scopo è riportare l’attenzione, attraverso immagini d’epoca, su una parte di storia dolorosa e dimenticata: nel 1939, prima dei campi di concentramento, ebbe luogo nella Germania nazista la soppressione scientifica degli ausmerzen, i più deboli, coloro che non rientravano nei parametri di “perfezione e produttività” del Terzo Reich, altrimenti definiti nutzlose Esser, mangiatori inutili. Uno programma di sterminio – Aktion T4 in codice – di 300mila persone provenienti da molti paesi, Italia compresa, e classificate come “vite indegne di essere vissute”.

La mostra sarà aperta al pubblico e visitabile liberamente fino a domenica 2 febbraio dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16.00; il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.00. Apertura mattutina alle scuole prenotando al n. di telefono 345/3383821.

  • sabato 1 febbraio dalle 9.30 alle 12.00 presso la Sala Biblioteca di Induno Olona in via Piffaretti n. 2 si terrà la tavola rotonda “La paura del diverso: riflessioni su intolleranza e dintorni”. Un momento di riflessione comune su quanto è accaduto nella storia e quanto ancora sta accadendo, sul tema centrale dell’accoglienza e su come le istituzioni e la cittadinanza reagiscono per affrontare i cambiamenti sociali. Alla tavola rotonda prenderanno parte Michele Imperiali, Responsabile Centro Studi e Formazione AnffasFondazione Piatti; Enzo Laforgia Ricercatore Storico; Ester De Tomasi Presidente ANPI Provincia di Varese. Rappresentazione Teatrale a cura del Liceo Artistico A. Frattini di Varese.

Tutte le iniziative vedono la collaborazione di ANPI Sezione Induno Olona – del Comune di Induno Olona – del Liceo Artistico A. Frattini di Varese – di Fondazione Renato Piatti onlus.

“L’invito a partecipare è stato rivolto a tutta la cittadinanza con un occhio di riguardo ai giovani, confidando nella collaborazione delle scuole che mettono in cima dei loro programmi il rispetto dei Valori e dei Diritti Umani. Abbiamo coinvolto i ragazzi anche nella progettazione e nella realizzazione del materiale promozionale e della scenografia della mostra; alcuni eventi saranno vivacizzati dalla diretta partecipazione degli studenti e di giovani musicisti” spiega Paolo Bano, Presidente di Anffas onlus di Varese. “Proponendo questa mostra vogliamo anche onorare la memoria di quelle vittime innocenti e stimolare una riflessione sulle motivazioni culturali, scientifiche, politiche ed economiche che portarono a quello sterminio. Perché non accada mai più”.

Per informazioni: 0332/326574 – info@anffasvaese.it

Locandina eventi  Induno Olona 2020

 

PARTECIPAZIONE PUNTATA DI “STUDIO TELETHON”, SABATO 21 DICEMBRE, PRESIDENTE NAZIONALE ANFFAS, ROBERTO SPEZIALE

Il 14 dicembre scorso è partita per terminare sabato 21 dicembre p.v., la manifestazione della Campagna Telethon “Io sostengo la ricerca con tutto il cuore”, che quest’anno festeggia 30 anni, e a cui Anffas, come ogni anno, garantisce il suo sostegno.

La collaborazione di Anffas con Fondazione Telethon è volta alla promozione della ricerca genetica sulle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e l’impegno di Anffas è di fondamentale importanza per sensibilizzare l’opinione pubblica, i media e la società tutta, sulla realtà delle persone con disabilità intellettive e delle loro famiglie, facendo così accrescere, e in qualche caso nascere, la consapevolezza dell’importanza della ricerca scientifica per le disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, oltre che concretamente contribuire alla raccolta fondi su tutto il territorio nazionale con l’iniziativa del Cuore di cioccolato.

Anche quest’anno alla campagna, per sostenere questa importante causa, hanno aderito con entusiasmo e passione, tante strutture associative Anffas che cogliamo l’occasione di ringraziare per aver garantito la loro presenza in numerose piazze di tutt’Italia (clicca qui per maggiori info e dettagli).

Durante la settimana della maratona televisiva RAI ci saranno dei momenti dedicati alle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e vi segnaliamo che sabato 21 dicembre sarà ospite durante il programma Studio Telethon, che va in onda dalle ore 10.45 alle ore 12.15 su Rai 1,  il presidente Nazionale Anffas, Roberto Speziale, con un suo intervento orientativamente alle ore 11.00 – 11.10.          

Continua, quindi, l’impegno di Anffas a fianco di Telethon per promuovere la ricerca scientifica anche sulle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

N.B.: La programmazione, per motivi legati al palinsesto, potrebbe ovviamente subire variazioni.

Il Forum del Terzo Settore, il testo della Legge di Bilancio e la disabilità Il Forum del Terzo Settore, il testo della Legge di Bilancio e la disabilità

Fonte: www.Superando.it 16/12/2019

«Registriamo positivamente l’incremento di 12,5 milioni di euro del fondo da destinare alle scuole dell’infanzia che accolgono alunni con disabilità, l’aumento di 20 milioni per il 2020 del Fondo per le Non Autosufficienze e di 5 milioni per il Fondo per il Diritto al Lavoro dei Disabili»: così Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, commenta il testo della Legge di Bilancio per il 2020, emerso dalla Commissione Bilancio del Senato, rispetto al quale, per altro, rileva i pochi fondi destinati ai progetti delle Associazioni e al Servizio Civile Universale

Elaborazione grafica basata su varie parole (al centro "disabilità")«Per quanto riguarda la disabilità e la non autosufficienza, tema su cui il Forum ha in più occasioni espresso la sua preoccupazione, registriamo positivamente l’incremento di 12,5 milioni di euro del fondo da destinare alle scuole dell’infanzia che accolgono alunni con disabilità, l’aumento di 20 milioni per il 2020 del Fondo per le Non Autosufficienze e di 5 milioni per il Fondo per il Diritto al Lavoro dei Disabili»: così Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, organismo cui aderisce anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), commenta il testo della Legge di Bilancio per il 2020, emerso nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio del Senato.
«Prendiamo atto con soddisfazione – aggiunge inoltre la Portavoce – che alcune delle nostre richieste sono state accolte e che nella Legge di Bilancio sono state introdotte alcune novità che permetteranno di aiutare il mondo del Terzo Settore».

Un’altra questione che accoglie il favore del Forum è quella legata al 5 per mille. «È positiva – dichiara infatti Fiaschi – la strada intrapresa adeguando il tetto del 5 per mille in misura crescente nel triennio a partire da 10 milioni di euro in più per l’anno 2020, un impegno che il presidente del Consiglio Conte aveva preso in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato del 5 dicembre scorso. Purtroppo dobbiamo constatare che non trova spazio nella Legge di Bilancio la richiesta di incrementare le modeste risorse del fondo per i progetti del volontariato e dell’associazionismo, con il risultato che verranno ridotte iniziative di grande ricaduta sociale per le nostre comunità».
«E anche l’incremento di 10 milioni per il Servizio Civile Universale – conclude – è troppo esiguo per dare ai tanti giovani che ne hanno fatto richiesta un’occasione unica di partecipazione e formazione alla cittadinanza. Auspichiamo pertanto che si possa fare uno sforzo ulteriore». (S.B.)

Merita ampia diffusione il recente messaggio di Papa Francesco sulla disabilità

Di Salvatore Nocera (Presidente del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), già Presidente del Movimento Apostolico Ciechi.

Il messaggio di Papa Francesco in occasione della recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre è stato a mio parere densissimo e merita un’ampia diffusione.
Esso prende le mosse dai diritti all’inclusione e alla non discriminazione delle stesse persone con disabilità, per denunciare come esista ancora una mentalità dello “scarto” e dell’esclusione che costituisce un vero e proprio «peccato sociale».
Invita inoltre fortemente a promuovere ovunque norme di riconoscimento di tali diritti e di lotta alle discriminazioni, insistendo sul fatto che tutto ciò comunque non basta, perché occorre realizzare una cultura di accoglienza di pari dignità, per arrivare davvero alla «piena partecipazione attiva di tali persone alla vita sociale ed ecclesiale», ancora lontana dall’essere realizzata, malgrado le leggi e le nuove tecnologie.

Il Papa ha denunciato la permanenza tuttora di un grande isolamento e solitudine delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Ricordo che proprio pochi giorni fa siamo stati duramente colpiti dal dramma familiare di un’anziana mamma che ha ucciso la figlia adulta con grave disabilità, ossessionata dall’angoscia del “Dopo di Noi” [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]“. E ricordo anche che secondo una recente pubblicazione dell’ISTAT, la disabilità è la prima causa di povertà nel mondo.
Ricordo ancora che pure in campo ecclesiale taluni sacerdoti continuano a rifiutare l’Eucaristia a bambini con disabilità intellettiva, malgrado il grande impegno dell’Ufficio Catechistico della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), nel rinnovamento della Pastorale verso le persone con disabilità.

Il messaggio di Papa Francesco si conclude con un pressante appello affinché ogni comunità nazionale si impegni per l’inclusione e la qualità della vita delle persone con disabilità.
Questo messaggio è fortemente permeato dallo spirito che informa la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, Convenzione che la Santa Sede non ratificò per alcune riserve su taluni articoli.
Alla luce, dunque, anche delle parole di Papa Francesco le Associazioni di persone con disabilità e i loro familiari chiedono alla Santa Sede di voler ratificare la Convenzione, apponendo quelle “riserve”, procedura prevista dalla Convenzione, che certamente non possono prevalere sullo spirito di ampia e sentita condivisione profuso in questo messaggio.

Presidente del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), già Presidente del Movimento Apostolico Ciechi.

Il messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre
Nella ricorrenza della Giornata Mondiale delle Persone con Disabilità, rinnoviamo il nostro sguardo di fede che vede in ogni fratello e sorella la presenza di Cristo stesso, che ritiene fatto a sé ogni gesto d’amore verso uno dei fratelli più piccoli (cfr. Vangelo di Matteo 25,40). In questa occasione, vorrei ricordare come oggi la promozione dei diritti alla partecipazione abbia un ruolo centrale per contrastare le discriminazioni e promuovere la cultura dell’incontro e della vita di qualità.
Si sono fatti grandi progressi verso le persone con disabilità in àmbito medico e assistenziale, ma ancora oggi si constata la presenza della cultura dello scarto e molti di loro sentono di esistere senza appartenere e senza partecipare. Tutto questo chiede non solo di tutelare i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie ma ci esorta a rendere più umano il mondo rimuovendo tutto ciò che impedisce loro una cittadinanza piena, gli ostacoli del pregiudizio, e favorendo l’accessibilità dei luoghi e la qualità della vita, che tenga conto di tutte le dimensioni dell’umano.
Occorre prendersi cura e accompagnare le persone con disabilità in ogni condizione di vita, avvalendosi anche delle attuali tecnologie ma senza assolutizzarle; con forza e tenerezza farsi carico delle situazioni di marginalità; fare strada insieme a loro e “ungerle” di dignità per una partecipazione attiva alla comunità civile ed ecclesiale. È un cammino esigente e anche faticoso, che contribuirà sempre più a formare coscienze capaci di riconoscere ognuno come persona unica e irripetibile.
E non dimentichiamoci dei tanti “esiliati nascosti”, che vivono all’interno delle nostre case, delle nostre famiglie, delle nostre società (cfr Angelus29 dicembre 2013Discorso al Corpo Diplomatico12 gennaio 2015). Penso a persone di ogni età, soprattutto anziani, che, anche a motivo della disabilità, sono sentite a volte come un peso, come “presenze ingombranti”, e rischiano di essere scartate, di vedersi negate concrete prospettive lavorative per partecipare alla costruzione del proprio avvenire.
Siamo chiamati a riconoscere in ogni persona con disabilità, anche con disabilità complesse e gravi, un singolare apporto al bene comune attraverso la propria originale biografia. Riconoscere la dignità di ciascuno, ben sapendo che essa non dipende dalla funzionalità dei cinque sensi (cfr Colloquio con i partecipanti al Convegno della CEI sulla disabilità11 giugno 2016). Questa conversione ce la insegna il Vangelo. Occorre sviluppare gli anticorpi contro una cultura che considera alcune vite di serie A e altre di serie B: questo è un peccato sociale! Avere il coraggio di dare voce a quanti sono discriminati per la condizione di disabilità, perché purtroppo in alcune Nazioni, ancora oggi, si stenta a riconoscerli come persone di pari dignità, come fratelli e sorelle in umanità.
Infatti, fare buone le leggi e abbattere le barriere fisiche è importante, ma non basta, se non cambia anche la mentalità, se non si supera una cultura diffusa che continua a produrre disuguaglianze, impedendo alle persone con disabilità la partecipazione attiva nella vita ordinaria.
In questi anni si sono messi in atto e portati avanti processi inclusivi, ma non è ancora sufficiente, perché i pregiudizi producono, oltre alle barriere fisiche, anche limiti all’accesso all’educazione per tutti, all’occupazione e alla partecipazione. Una persona con disabilità, per costruirsi, ha bisogno non solo di esistere ma anche di appartenere ad una comunità.
Incoraggio tutti coloro che lavorano con le persone con disabilità a proseguire in questo importante servizio e impegno, che determina il grado di civiltà di una nazione. E prego perché ogni persona possa sentire su di sé lo sguardo paterno di Dio, che afferma la sua piena dignità e il valore incondizionato della sua vita.

L’amore e il viaggio verso l’età adulta delle persone con sindrome di Down

Il viaggio verso l’età adulta di due giovani lavoratori con sindrome di Down, l’autonomia, la possibile vita indipendente: ne parlerà “Ognuno è perfetto”, la serie TV che andrà in onda da questa sera, 16 dicembre, in prima serata su Raiuno, accompagnata dall’inizio dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), coinvolta sin dalla fase della scrittura. «Sono tutti temi a noi molto cari – dichiara Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’AIPD – trattai con attenzione e senza pietismo: per questo abbiamo dato il nostro patrocinio e auguriamo a questo lavoro il miglior successo»

Gabriele Di Bello ed Edoardo Leo

Gabriele Di Bello, che interpreta il personaggio di Rick nella serie “Ognuno è perfetto”, insieme all’attore Edoardo Leo

 

 

 

 

 

 

 

 

Come si è detto anche in molti programmi radiofonici e televisivi, é andata in onda il 16 dicembre, alle 21.25 su Raiuno, la prima di tre puntate della serie TV Ognuno è perfetto (le altre due, sempre in prima serata, 17 dicembre e lunedì 23), ove si racconta l’amore e il viaggio verso l’età adulta di due giovani lavoratori con sindrome di Down.
«Arriva così in porto – sottolineano dall’AIPD Nazionale (Associazione Italiana Persone Down) – un sogno che ha mosso i suoi primi passi all’interno della nostra Associazione, coinvolta e partecipe già nella fase di scrittura. Il primo contatto, infatti, fu una mail della Viola Film, alla fine di gennaio dello scorso anno, in cui si scriveva: “Stiamo per produrre una serie TV dal titolo provvisorio La gang del cioccolato per i canali Rai. La serie sarà un remake della serie belga Tytgat Chocolat, che ha avuto molto successo in Europa, raccontando la bella storia d’amore tra Jasper, un ragazzo con sindrome di Down, e Tina la sua collega».

Nel mese di febbraio successivo, dunque, vi fu il primo incontro con l’AIPD, che Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Associazione, ricorda così: «Abbiamo parlato a lungo con lo sceneggiatore Fabio Bonifacci e il produttore Alessandro Passadore. E abbiamo anche concordato la possibilità di fare incontrare allo sceneggiatore alcuni ragazzi con sindrome di Down a Roma, per aiutarlo a capire meglio questa realtà. Dopo qualche tempo ci sono arrivate le prime stesure della sceneggiature: le ho lette e rimandate, con le nostre osservazioni. Nel frattempo, dalla produzione ci fu anche richiesto di collaborare col casting: proprio i protagonisti Gabriele Di Bello e Alice De Carlo, sono stati scelti da un casting fatto a Roma, con i ragazzi della nostra Sezione locale. Gabriele e Alice sono stati seguiti dall’AIPD nei percorsi di autonomia e avevano già partecipato alla seconda stagione di Hotel 6 Stelle: qui si erano conosciuti e fidanzati. La produzione ha deciso dunque di farli recitare insieme, così che potessero vivere al meglio la storia d’amore dei protagonisti. Altri casting sono stati fatti in diverse parti d’Italia, con le nostre Sezioni locali e con altre Associazioni».

Ognuno è perfetto arriverà questa sera in televisione, ma i rappresentanti e alcune famiglie dell’AIPD hanno già avuto modo di vederla. «La serie – dichiara ancora Contardi – ha l’innegabile merito di portare l’attenzione dello spettatore sull’adultità possibile delle persone con sindrome di Down, che diventano grandi ed esprimono bisogni da grandi: lavoro, amicizia, affetti… Il lavoro che dà dignità è al centro della vicenda, ma lo sono anche le relazioni che questo aiuta a riscoprire. Un’altra parola chiave è autonomia, quella del protagonista Rick che va al colloquio in bici e che affronta il nuovo lavoro da solo, che si confronta con i suoi desideri, ma anche con i suoi limiti, che insieme ai genitori progetta la sua possibile vita indipendente. Sono temi a noi molto cari, trattati con attenzione e senza pietismo: per questo abbiamo dato il nostro patrocinio. E per questo auguriamo a questo lavoro il miglior successo». (S.B.)